Soccorsi bloccati al Lavello per il piccolo Leonardo, il papà: "Serve adottare un correttivo"
A raccontare i fatti è lo stesso padre del bambino, Giacomo Valsecchi: "Nostro figlio è sempre stato il ritratto della salute, ha avuto un improvviso stato epilettico, protrattosi per circa 45 minuti in attesa che arrivassero i soccorsi"

Soccorsi bloccati al Lavello per il piccolo Leonardo, il papà: "Serve adottare un correttivo". Non è passato inosservato agli occhi di molti l'elicottero di Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) che giovedì, 20 marzo 2025, è atterrato nel campo da calcio del centro sportivo del Lavello di Calolziocorte per soccorrere il piccolo Leonardo Valsecchi, 3 anni e mezzo, colto da malore.
Soccorsi bloccati al Lavello per il piccolo Leonardo
A raccontare i fatti è lo stesso padre del bambino, Giacomo Valsecchi: "Nostro figlio è sempre stato il ritratto della salute, ha avuto un improvviso stato epilettico, protrattosi per circa 45min in attesa che arrivassero i socccorsi".
Sul posto, attorno alle 18.30 sono state chiamate ad intervenire un'ambulanza della Croce Rossa arrivata dopo circa 30 minuti e un'automedica giunta in seguito sul posto per poter somministrare al piccolo alcuni farmaci salvavita.
"Abbiamo davvero rischiato di perdere nostro figlio - prosegue il genitore - Stabilizzarlo per il trasporto ha richiesto molto tempo e impegno oltre a innumerevoli iniezioni, fino ad arrivare a metterlo in coma farmacologico e a doverlo intubare per il trasporto in elicottero".
Qualcosa però, al campo da Calcio del Lavello non ha funzionato e oggi, papà Giacomo chiede spiegazioni: "Abbiamo dovuto attendere minuti preziosi e fare un lungo tratto dissestato in barella e poi a braccio (grazie ai meravigliosi soccorritori dell'elicottero) in quanto l’ambulanza non passava dalle barriere di altezza del parcheggio e non conosceva il tragitto per aggirarle. Nessuno era presente ad indicarglielo, quanto meno all’arrivo della stessa".
Solamente un'ora e mezza dopo la crisi, attorno alle 20.15 l'elicottero ha potuto alzarsi in volo e trasferire d'urgenza il bambino agli Spedali Civili di Brescia dove oggi è tutt'ora ricoverato, a distanza di due settimane, in una situazione molto delicata.
"Per il bene di chiunque ne dovesse avere bisogno in futuro, un correttivo deve essere adottato perchè in casi come il nostro alcuni minuti potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte - prosegue Valsecchi - E' fondamentale capire e soprattutto spiegare come accedere al campo da calcio in caso di urgenza ai mezzi di soccorso e trovare delle soluzioni. Purtroppo nostro figlio dopo un rapido e sorprendente miglioramento, ha avuto altre crisi in terapia intensiva e, sebbene si sia stabilizzato il lato neurologico, si trova ora a combattere contemporaneamente contro tre pericolosi patogeni".
"Ringraziamo la comunità di Calolziocorte per le preghiere e l’affetto che sempre ci ha accompagnato in questi giorni difficili, sperando di poter finalmente festeggiare la fine di questo incubo il giorno del nostro matrimonio, che si terrà nella Parrocchia di San Martino Vescovo a Calolziocorte il 13 maggio alle 11" ha concluso il padre.
La storia completa, sul numero in edicola lunedì 7 aprile del Giornale di Lecco.