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Caso a Lecco

Sacerdote lecchese ricoverato, è positivo al Coronavirus

Si tratta di don Eusebio Stefanoni, prete confessore del Santuario della Vittoria. Quarantena per le persone venute in contatto con lui.

Sacerdote lecchese ricoverato, è positivo al Coronavirus
Cronaca Lecco e dintorni, 07 Marzo 2020 ore 17:58

Don Eusebio Stefanoni, sacerdote che presta servizio nella Chiesa della Vittoria a Lecco, è risultato positivo al Coronavirus.

Sacerdote della Vittoria positivo

Sessantadue anni, originario di Suello, da diversi anni assegnato al Santuario lecchese di via Visconti, si trova ricoverato in ospedale a Lecco da giovedì scorso.  Ieri, venerdì, l’esito del tampone che ha confermato il sospetto contagio da Covid-19. Il sacerdote resta dunque in isolamento al Manzoni di Lecco. Le sue condizioni sarebbero però tali da non destare al momento particolare preoccupazione.

Preti e fedeli in Quarantena

Nel contempo si stanno mettendo in atto le misure per individuare le persone venute in contatto con lui e invitarle ad una quarantena volontaria. Ricordiamo che nonostante la sospensione delle messe e di altri momenti di catechesi comunitaria, nelle ultime due settimane le chiese sono comunque aperte per accogliere i fedeli  che singolarmente vogliono raccogliersi in preghiera. Ma è anche vero che molti di loro arrivano al Santuario della Vittoria per confessarsi. In quarantena dunque tutti i preti che prestano servizio in pianta stabile alla Vittoria. Quest’ultima rimane aperta.

La comunicazione del prevosto

Nel tardo pomeriggio di oggi il prevosto, monsignor Davide Milani, ha diramato un comunicato.

“Don Eusebio Stefanoni, sacerdote incaricato presso il Santuario della Vittoria di Lecco, è risultato positivo al Covid-19. Avendo notato sintomi sospetti, don Eusebio si è messo in una condizione di isolamento volontario da venerdi 28 febbraio. Don Eusebio non celebra pubblicamente la Messa da domenica 23 febbraio. Attualmente, da giovedì 5 marzo, è ricoverato all’ospedale Manzoni di Lecco e le sue condizioni di salute non destano preoccupazione. Le persone con cui è entrato in contatto stretto negli ultimi 15 giorni (tempo di incubazione) e che si sono così esposte al rischio di contagio, sono già state contattate e per loro sono state avviate le pratiche previste”.

 

 

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