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Violenza tra giovanissimi

Rissa tra ragazzini, nel guai 16enne lecchese. Nel marsupio aveva una lama da 38 centimetri

E' successo a Como e ad essere denunciato è stato un giovanissimo residente a Bosisio Parini.

Rissa tra ragazzini, nel guai 16enne lecchese. Nel marsupio aveva una lama da 38 centimetri
Cronaca Oggionese, 14 Aprile 2021 ore 12:43

Rissa tra ragazzini, nel guai 16enne lecchese. Nel marsupio aveva una lama da 38 centimetri. E’ successo a Como e ad essere denunciato è stato un giovanissimo residente a Bosisio Parini.

Rissa tra ragazzini, nel guai 16enne lecchese. Nel marsupio aveva una lama da 38 centimetri

I fatti risalgono al pomeriggio di lunedì, 12 aprile 2021. Come riportano i colleghi di primacomo.it  intorno alle 16.30, una pattuglia della Squadra Volanti della Polizia di Stato, impegnata nel servizio di controllo del territorio, ha notato, all’altezza dei portici Plinio a Como, vicino a un noto fast-food, due gruppi di giovanissimi si stavano spintonando e affrontando.

La pattuglia delle Volanti della Polizia di Stato, temendo che la situazione potesse degenerare, si è quindi diretta verso i ragazzi. I giovani,  alla vista degli agenti, si sono repentinamente allontanati confermando i sospetti degli operatori. Nel fuggi-fuggi generale tre ragazzi sono stati fermati: un tredicenne che frequenta le scuole medie a Merone e due sedicenni che frequentano le scuole superiori ad Erba. In particolare M. A., sedicenne di Bosisio Parini , è stato trovato in possesso di un grosso segaccio di 38 centimetri, di quelli utilizzati per la potatura delle piante, occultato in un marsupio a tracolla. Il minorenne  si è giustificato asserendo di fare il giardiniere ma, dai successivi riscontri, si è appurato che ciò non era vero, come tra l’altro confermato anche dalla madre del ragazzo.

Una volta accompagnati in Questura tutti e tre i giovani sono stati sanzionati per la violazione delle norme anti-Covid mentre il solo M.A. è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per possesso di arma impropria. Al termine dell’attività i tre minorenni sono stati affidati ai rispettivi genitori.