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Quanto costa vivere a Lecco! Confermata la crescita dei prezzi a livello locale I DATI

Dal 2018 le variazioni di Lecco sono nettamente superiori a quelle nazionali.

Quanto costa vivere a Lecco! Confermata la crescita dei prezzi a livello locale I DATI
Lecco e dintorni, 17 Agosto 2018 ore 13:51

Quanto costa vivere a Lecco! Confermata la crescita dei prezzi a livello locale. l’Ufficio Statistica del Comune di Lecco  ha realizzato una breve sintesi delle principali variazioni registrate nel mese di luglio 2018  sulle variazioni dei prezzi al consumo a livello locale.

Quanto costa vivere a Lecco!

La variazione mensile dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) al lordo dei tabacchi, risulta pari allo 0,2% in leggera flessione rispetto al dato del mese di giugno (+0,5%) ;  è pari al 2,2% quella annuale, il valore più alto , assieme a quello di giugno, degli ultimi anni e soprattutto da quando c’è la nuova base (2015). Lo stesso dato un anno fa era pressochè nullo (+0,3%).  

Le variazioni di quest’anno

Dal 2018 le variazioni di Lecco sono nettamente superiori a quelle nazionali (situazione inversa rispetto all’anno precedente) e nonostante sia già da gennaio 2017 che non si registrano variazioni negative è solo in questi ultimi mesi che la crescita dell’inflazione sembra ormai consolidata. (l’aumento dell’inflazione da inizio anno è di quasi un punto e mezzo). A livello nazionale la variazione mensile (+0,3%) è maggiore di un decimo di punto rispetto  al dato locale ; decisamente inferiore, invece, la crescita annuale che si attesta al + 1,5% 

I prezzi al consumo

L’indice locale (base 2015=100) si attesta a 102,7 e indica che in più di due anni e mezzo l’aumento dei prezzi al consumo è stato di poco meno di 3 punti percentuali. Anche a livello nazionale lo stesso indicatore si attesta a 102,7 quindi con un differenziale nullo rispetto al dato locale.Le variazioni  congiunturali e tendenziali della Componente di fondo, cioè l’indice generale al netto degli energetici e alimentari freschi (core inflation), registrano segno positivo e rispettivamente +0,1% e + 1,5%. A livello nazionale, la  variazione mensile è 0,2 e leggermente superiore a quella locale, mentre quella annuale se pur positiva, risulta essere decisamente inferiore al dato locale e di soli 0,7 punti.

Analisi delle variazioni per divisione di spesa:

– la divisione con la maggiore variazione mensile in aumento è Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,6%) la cui crescita è dovuta all’aumento dell’energia elettrica e del gas di rete per uso domestico;

– la divisione con la contrazione maggiore è Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,9%) la cui variazione negativa è da imputare alla riduzione dei vegetali freschi (soprattutto prodotti di stagione) e dei pane e cereali (pasta fresca e secca).

A livello annuale l’aumento maggiore è registrato da Bevande alcoliche e tabacchi (+4,9%), sempre presente la  forte contrazione della divisione istruzione (-13,5%).

Analisi delle variazioni per tipologia di prodotto:

Beni (+0,2% e +2,2% rispettivamente variazione mensile e annuale)

– la variazione mensile con segno più maggiore è quella dei beni energetici (+2,8%); quella degli alimentari (-0,8%) invece è la maggiore contrazione registrata;

– sono i Beni energetici che a luglio 2018 risultano i più inflattivi con una variazione del +8,5% (a luglio 2017 gli stessi registravano una variazione del 3,4% e un calo di un punto rispetto al mese precedente); gli altri beni registrano invece la più alta contrazione annuale (-0,6%).

Servizi (+0,4% e +2,4% rispettivamente variazione mensile e annuale).

Pari a 0,2  il differenziale tra le due tipologie di prodotti.

 

Analisi delle variazioni per frequenza d’acquisto dei prodotti:

– la maggiore variazione mensile in aumento è registrata dai prodotti a media frequenza (+1%) (rispondono a questa classificazione le spese per abbigliamento, le tariffe, i medicinali, i trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aerei, i servizi ricreativi,….).

– la maggiore contrazione è da attribuire ai beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (-0,5%) vale a dire quella imputabile all’acquisto dei generi alimentari, dei tabacchi, ai beni non durevoli per la casa e agli affitti, ai trasporti urbani,….). A questo aggregato, tra l’altro, corrisponde la più alta variazione in aumento a livello annuale (+3,1%).

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