Aumentati i reati commessi in famiglia, spia del disagio sociale

Presentati,  in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, i dati relativi all'attività dell'Ufficio della Procura delle Repubblica di Lecco.

Aumentati i reati commessi in famiglia, spia del disagio sociale
Lecco e dintorni, 06 Febbraio 2018 ore 19:44

I reati commessi in famiglia registrano un +13 percento. Ma anche quelli che vedono indagati cittadini extracomunitari segnano un +2 percento. In aumento anche i procedimenti connessi a crac finanziari. Queste alcune delle emergenze più significative, rilevate e commentate dal procuratore Antonio Chiappani  presentando quest’oggi alla stampa  i dati relativi all’attività dell’Ufficio della Procura delle Repubblica di Lecco nell’arco del passato anno giudiziario.  Il periodo va dal 1° luglio 2016 al 31 giugno 2017.

Più reati in famiglia, maggior  disagio sociale

Una lettura, quella del procuratore Chiappani,  nel quadro di una realtà socio economica “caratterizzata da frammentazione del tessuto produttivo,  disaggregazione socio culturale e da un sempre più diffuso disagio sociale”. “Una situazione  – ha sottolineato il procuratore – che si riverbera  sulle istituzioni pubbliche, sociali, scolastiche”. Oltre a comportare una incidenza diretta sull’attività giudiziaria nel campo civile come in quello penale. Tante le sfaccettature del problema per quanto riguarda i reati commessi in famiglia, passati da 192 a 217 iscrizioni.

Cresciuto addirittura del 18,33% il dato relativo allo stalking, dell’87,18% quello riferito a violenze sessuali, mentre i casi di  sfruttamento della prostituzione sono passati da 6 a 12. Quelli di pedofilia e pedopornografia da 3 a 6. “Difficile analizzare cause e motivazioni di questi aumenti” dice Chiappani. “Da un lato è stata rilevata dalle colleghe del dipartimento specialistico una certa strumentalità delle denunce in concomitanza con cause di separazione in corso in sede civile.  Nonché un forte aumento dei casi di violenza e minaccia ai genitori da parte di figli tossicodipendenti o con problemi di disagio mentale”.

Ma c’è anche “una maggiore consapevolezza dei propri diritti ed autonomie di scelte da parte delle vittime, nella maggior parte donne straniere, supportate da gruppi e associazioni. Come anche agli enti preposti alla prevenzione e al sostegno sociale”.

Più  stranieri indagati

Gli stranieri censiti al 2015 nel territorio di competenza della Procura di Lecco erano 27.910, con una incidenza dell’8,2% sul totale della popolazione (341.354 abitanti). Ebbene il numero dei reati commessi da extracomunitari è diminuito numericamente (da 1.583   a 1.446), ma rispetto al numero complessivo degli indagati iscritti gli stessi sono percentualmente aumentati dal 33,7% al 35,98%. Anche le incarcerazioni  hanno visto una preminenza degli stranieri, 54 su 112.

Meno furti, ma il dato resta preoccupante

I furti commessi nel circondario hanno registrato un lieve decremento, da 6.460 a 6.140. Diminuiti anche quelli in abitazione, da  2042 a 1983. “Ma il numero resta comunque particolarmente elevato, Né può sottacersi che la quasi totalità dei furti resta impunita poiché gli autori non vengono identificati” ha sottolineato Chiappani. In compenso sono aumentati del 9,68% le iscrizioni contro noti per rapina (contro ignoti però sono pari al -20,41%). Il reato di estorsione registra un incremento percentuale di quasi il 20%. Stabile il dato riferito all’usura, in diminuzione quello relativo al riciclaggio. In forte diminuzione (-27,58%), anche se a naso non si direbbe, anche le iscrizioni per truffe perpetrate sia in danno di imprese che di persone fisiche. Fra queste ultime figurano però sempre più anziani. Una vera piaga.

L’impennata della droga…

I procedimenti in materia di detenzione illecita e di spaccio di sostanze stupefacenti è cresciuto del 60,38%. Un disastro insomma, “perché la droga porta con sé un indotto di disagio sociale e disgregazione famigliare” ha ricordato Chiappani. Una curiosità al riguardo: la geografia dello  spaccio è cambiata, non più luoghi urbani ma sempre più boschi fuori mano, sopra Lecco e in Brianza.

 …E quella dei reati fallimentari: + 73%

Nell’anno giudiziario trascorso si sono registrati 76 procedimenti per reati fallimentari (bancarotta fraudolenta, semplice o societari), rispetto ai 44 del periodo precedente. Con un incremento de 72,73%. Le iscrizioni per il reato di falso in bilancio sono state 5 (quattro nel 2015-16).

Tre fascicoli al giorno per ogni procuratore

Le statistiche illustrate dal procuratore Chiappani hanno anzitutto riguardato i numeri del lavoro svolto dai procuratori.

L’organico è composto da un capo e quattro sostituti procuratori, scesi a tre lo scorso novembre con il trasferimento di Nicola Preteroti, passato alla Procura di Bergamo. A maggio sarà sostituito da Andrea Figoni che rileverà anche l’inchiesta sul crollo del ponte di Annone. “Il rapporto tra magistrati ed abitanti del circondario è il più alto in assoluto dell’Italia settentrionale, con un sostituto procuratore ogni 83.348,5 abitanti – ha fatto rimarcato Chiappani – Ogni sostituto di questa procura deve sobbarcarsi 1.203,5 fascicoli all’anno, tre al giorno”. Il lavoro non manca insomma. Tant’è che il Consiglio superiore della Magistratura  aveva chiesto l’aumento di un’unità per Lecco, “ma il Ministro di Grazia e Giustizia ha bocciato la proposta”.

326 Giornate di udienza ed altro

Comunque sia, nell’anno giudiziario trascorso i magistrati lecchesi (i quattro sostituti più i quattro vice procuratori onorari) hanno garantito la presenza a 326 giornate di udienza avanti il Tribunale in composizione monocratica, 61 vanti quello in composizione collegiale, 94 udienze avanti il Giudice di Pace e 127 udienze camerali avanti il Gip/Gup, di cui 85 preliminari.

Presentate in giudizio direttissimo 100 persone arrestate in flagranza di reato, con 16 convalide richieste dal Gip, 110 richieste di applicazione di misure cautelari in carcere o agli arresti domiciliari. Sono stati richiesti ed ottenuti dal Gip 10 decreti di sequestro per un importo totale equivalente di oltre 10 milioni di euro.

Sono state 265 le procedure esecutive di condanne a pene definitive. Sei le procedure di confisca per un totale di oltre due milioni di euro.

L’Ufficio della Procura Lecchese ha promosso 49 cause civili, ha evaso 73 procedure di negoziazione assistita in materia di separazione tra coniugi o divorzio, partecipato a 22 udienze civili e formulato 2.209 requisitorie, pareri e visti, rilasciato 1.975 apostille e legalizzazioni. Un lavorone di back-office, quest’ultimo, che assorbe cinque delle 19 persone in servizio amministrativo.

Smaltimento in attivo

Ma quel che più importa e definisce gli obiettivi per il nuovo anno giudiziario in corso è il rapporto tra procedimenti aperti e procedimenti definiti. Ovvero quanto la Procura è stata brava a smaltire le cause pendenti. Nel 2016-17 sono stati 5.390 quelli penali definiti a carico di indagati noti contro una sopravvenienza di 4.706 nuovi procedimenti. A carico di ignoti se ne sono smaltiti 3.518 a fronte dei 3.366 sopraggiunti. Archiviati 1.792 fascicoli per fatti non costituenti notizia di reato (mentre ne sono stati aperti 1.702).

A conti fatti una diminuzione significativa delle pendenze, -19,17% per i procedimenti conto noti, -7,18 per quelli contro ignoti, -12,33 per quelli di competenza del Giudice di Pace.

Un successo, nonostante l’organico sottodimensionato.

 

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