Profughe nelle case comunali: solidarietà al sindaco dal collega di Casatenovo

Ancora reazioni dopo la scelta dell'Amministrazione di Abbadia.

Profughe nelle case comunali: solidarietà al sindaco dal collega di Casatenovo
Lago, 24 Aprile 2018 ore 12:20

Profughe nelle case comunali: solidarietà al sindaco di Abbadia Cristina Bartesaghi dal collega di Casatenovo. La decisione  di ospitare quattro profughe che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto d’asilo nelle case comuali, continua a sollevare reazioni.

Profughe nelle case comunali

Ieri era stato l’assessore ai servizi sociali di Lecco ed ex sindaco di Mandello Riccado Mariani ad esprimere vicinanza e solidarietà a Bartesaghi, anche in riposta alla dura presa di posizione dell’assessore Regionale Riccardo De Corato che non ha esitato a puntare il dito contro il provvedimento del sindaco di Abbadia. Oggi è il sindaco di Casatenovo  e Presidente del Distretto di Lecco Filippo Galbiati a tendere una mano alla collega.

 

Riportiamo integralmente la nota di Galbiati

 

Intendo esprimere la mia stima a Cristina Bartesaghi, sindaco di Abbadia Lariana e vicepresidente dell’Ambito distrettuale di Bellano.

Con Cristina nell’ultimo anno e mezzo ho condiviso diversi incontri, riunioni, occasioni di confronto e approfondimento, tante ore spese per occuparci di politiche sociali, anziani e giovani, disabili e persone escluse dal mondo del lavoro dei nostri paesi.

Ho conosciuto una persona che non si risparmia, dedica tante giornate a questi temi, sempre impegnata con lo stile del rispetto delle persone, dell’umiltà e del garbo.

Sul tema dei migranti e richiedenti asilo penso di poter dire, dopo questi mesi, che gli amministratori e i politici si suddividono in due categorie e non necessariamente in due schieramenti politici.

 

Da un lato quelli che spendono fatiche ed ore a guardare con realismo dentro ai problemi difficili del momento e delle nostre comunità e danno il loro contributo serio. Amministratori concreti (sia di centrosinistra che centrodestra devo dire) che si impegnano a prevenire i problemi nelle loro comunità, sono consapevoli della difficoltà che investe la loro responsabilità e dell’esposizione cui necessariamente questo tema li induce. Dall’altro coloro che non spendendo un minuto, una giornata, una sera a capire come affrontare i problemi seriamente ma non perdono occasione di lisciare il pelo al facile consenso dietro le loro tastiere, spesso inconsapevoli del lavoro che si fa ed è richiesto, anzitutto per i cittadini dei nostri paesi, difronte a fenomeni complessi che localmente vanno governati per le responsabilità che abbiamo.

 

Cristina Bartesaghi è sicuramente uno dei migliori rappresentanti della prima categoria.

Dagli altri territori lombardi, Milano compresa, e da enti sovracomunali, a Lecco e nei nostri Comuni dalla Brianza alla Valsassina non abbiamo nulla da imparare su questo tema; forse qualcosa da insegnare; e questo grazie all’impegno di persone eccezionali come Cristina Bartesaghi.

 

Filippo Galbiati

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