Polveri sottili nel Lecchese superata la soglia 43 volte nel 2017 DOSSIER MAL’ARIA

Ecco i dati di ieri a Lecco, Valmadrera e Merate.Qui sforata la soglia PM10

Polveri sottili nel Lecchese superata la soglia 43 volte nel 2017 DOSSIER MAL’ARIA
Lecco e dintorni, 29 Gennaio 2018 ore 14:00

Polveri sottili nel Lecchese superata la soglia 43 volte nel 2017. E’ Legambiente a fornire i dati e a lanciare l’allarme sull’inquinamento. L’associazione ambientalista infatti, senza mezzi termini, definisce il protocollo aria delle regioni padane un fallimento.

Polveri sottili: i dati lecchesi 2017

Come detto le Pm10, secondo i dati di Legambiente,  lo scorso anno hanno sforato la soglie dei 50 microgrammi per metro cubo 43 volte nella nostra provincia.

78 invece i superamenti dei livelli di ozono. 121 i giorni di inquinamento. A Lecco le misure antismog erano scattate a fine ottobre. La situazione non era andata bene nemmeno nel mese di novembre.

La tabella qui sotto  mostra il numero complessivo di giorni di inquinamento nel 2017 in cui sono stati superati i limiti per le polveri sottili (PM10) e per l’ozono troposferico nel territorio comunale.

La situazione in questi giorni in provincia

Ecco gli ultimi rilevamenti delle centraline fisse di Arpa a Lecco, Valmadrera e Merate. In quest’ultima città si è registrato ieri, domenica, un superamento della soglia delle Pm10.

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La denuncia di Legambiente

“Nonostante 83 comuni abbiano emanato ordinanze antismog su tutta la Lombardia tira la solita irrespirabile aria”. Questa la  denuncia di Legambiente.

Il protocollo  in numeri

“Sono complessivamente 83 i comuni che hanno aderito al “Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria” come previsto da Regione Lombardia per il recepimento dell’Accordo del Bacino Padano stipulato il 9 giugno 2017”. Si tratta in particolare di  37 comuni con più di 30mila abitanti previsti dall’accordo. E altri 46 che hanno aderito su base volontaria.

Ordinanze in ritardo

“Un risultato positivo, anche se l’adeguamento dei comuni chiamati a dotarsi di ordinanze è avvenuto con inerzie e ritardi. Ciò  rispetto al momento in cui (inizio ottobre) sarebbe stato opportuno poter disporre di questi strumenti” sottolinenano gli ambientalisti. “A causa di forti limiti strumentali, l’azione di controllo dei veicoli circolanti è stata più episodica che sistematica. Ciò in gran parte della province. Tuttavia, per quei comuni che hanno già inviato dati sull’attività di vigilanza emerge un dato di buona adesione alle misure da parte dei proprietari di veicoli. Sono quindi relativamente poche le infrazioni contestate a veicoli non a norma”.

La presidente di Legambiente Lombardia

“Risanare l’aria richiede investimenti, che non ci sono – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Basti confrontare la somma di finanziamenti ministeriali previsti dall’accordo per la Lombardia, che prevedono 4 milioni di euro per incentivi alla sostituzione di veicoli inquinanti e investimenti delle aziende agricole per il contenimento delle emissioni da stoccaggio e impiego di liquami zootecnici, con lo stanziamento statale ad ANAS per realizzare l’ennesima inutile opera stradale nell’area milanese: il nuovo collegamento Vigevano-Malpensa. I fondi del Ministero dell’Ambiente equivalgono all’1,6% dello stanziamento statale destinato ad una singola infrastruttura la cui realizzazione si pone in palese contrasto con le finalità di riduzione degli inquinanti. In ogni caso le somme stanziate per l’infruttuosa lotta allo smog sono nulla rispetto a quelle che si dovranno pagare in forma di sanzioni per non avere adempiuto agli obblighi di risanamento imposti dalla direttiva europea”.

Pm10 ma anche Ozono

Non solo PM10, anche l’ozono, tipico del periodo estivo, che preoccupa per la salute dei lombardi. Tanto che nell’estate 2017 è stato avviato il progetto CAPTOR per il monitoraggio di questo inquinante pericolo per la salute, grazie al coinvolgimento dei cittadini volontari che hanno installato nei loro giardini i dispositivi di rilevamento delle concentrazioni di O3.

Stop alle auto

Il blocco temporaneo delle auto private diesel (in Lombardia fino agli euro4) nei giorni d’emergenza è stato attuato per la prima volta il 19 di ottobre. “Anche se tali blocchi hanno influito marginalmente sulla qualità dell’aria dell’intera pianura padana, perché sono stati seriamente attuati da pochi comuni contemporaneamente, ha avuto comunque delle conseguenze rilevanti sull’andamento del mercato automobilistico nazionale. Sino a settembre le vendite di nuove auto diesel in Italia stavano crescendo del 8,5% rispetto al 2016, mentre a novembre sono scese dello 0,1% e a dicembre del 7,5%”.

Appello di Legambiente ai candidati in Regione

«La politica non può girarsi dall’altra parte di fronte ad una situazione che non è più emergenziale, ma cronica – sottolinea Barbara Meggetto – Sugli interventi per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo i candidati alla presidenza della Regione Lombardia si giocano il futuro della salute dei cittadini».

Le richieste

Stop agli investimenti per l’estensione della rete stradale e autostradale, trasferendo le relative risorse al potenziamento del TPL e all’infrastrutturazione elettrica delle reti di mobilità

– Messa al bando dei diesel con una strategia a tappe ravvicinate per arrivare ad una “Lombardia libera da diesel” entro il 2025. E nel frattempo: fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città, con standard sempre più elevati da dover rispettare per poter accedere alle aree urbane

– Conversione del parco circolante verso la trazione elettrica

– Implementazione delle infrastrutture urbane per la mobilità ciclo-pedonale

– Potenziamento dei controlli su emissioni auto, caldaie e edifici, prevedendo un sistema sanzionatorio efficace

– Riqualificazione degli edifici pubblici e privati, per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti

– Ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città, creando zone 30 e ampie aree pedonali

– Aumentare il verde urbano sia nelle vie del centro che nelle periferie, ma anche sugli edifici

– Affrontare un programma per la riduzione delle emissioni dal comparto agricolo e zootecnico.

 

 

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