Pensionata infuriata picchetta per protesta l’Inps

L’assurda odissea di Maddalena Taschetti che dopo 42 anni di lavoro reclama i suoi diritti. «Dopo aver atteso invano per mesi che iniziassero a pagarmi la pensione, ho scoperto che l’Inps stava versando il mio assegno su un Iban inesistente»

Pensionata infuriata picchetta per protesta l’Inps
Lecco e dintorni, 29 Gennaio 2020 ore 12:20

Pensionata infuriata questa mattina, mercoledì, ha picchettato l’ingresso dell’Inps di Lecco. E ne ha ben ragione Maddalena Taschetti. «Non possono permettersi di prendere in giro in questo modo una cittadina utente» ribadisce al Giornale di Lecco  che nell’edizione in edicola da lunedì racconta l’assurdo caso  di cui la neopensionata lecchese è vittima.

Pensionata infuriata da agosto attende invano

In teoria il primo assegno della agognata pensione doveva esserle accreditato sul conto in banca lo scorso 1° agosto. In pratica Maddalena Taschetti, neopensionata lecchese, di quel che le spetta dopo 42 anni e passa di lavoro non ha ancora incassato un centesimo dall’Inps. Da sei mesi campa dei propri risparmi.

Macroscopico errore dell’Inps

La vicenda è assurda quanto complicata. In ogni caso inaccettabile. Perché all’origine c’è un macroscopico errore  procedurale, che Inps ha ammesso e sta correggendo solo a fronte dei rinnovati reclami della malcapitata che da mesi va avanti e indietro chiedendo lumi.

Maddalena, di professione grafica,  è andata in pensione la scorsa estate.  «Con agosto avrei dovuto ricevere dall’Inps il bonifico della mensilità. Non è stato così» racconta la lecchese. «All’inizio non mi sono preoccupata. Mi avevano infatti avvisato di un possibile ritardo tecnico. La mia pensione è del tipo cumulativo, perché maturata in parte con contributi da partita Iva».

La pratica dimenticata in un cassetto

Ma dopo aver atteso fino a ottobre invano Maddalena è tornata a chieder conto, stavolta interpellando il Caf che aveva avviato la sua pratica. E’ così che a novembre ha scoperto che il suo fascicolo era fermo in un cassetto, non si sa perché. Glielo sbloccano, ma l’odissea continua.

Secondo errore: Iban sbagliato

I soldi continuavano a non arrivare. Sicché Maddalena il 16 dicembre torna all’Inps e scopre l’incredibile: hanno sbagliato l’Iban, accreditando fino ad allora la sua pensione  su un conto inesistente. A quel punto l’Inps deve fare due cose: correggere l’Iban e farsi restituire i soldi dalla banca su cui li avevano erroneamente versati per poterli poi girare a Maddalena. Ma intanto slitta anche il pagamento del mese di dicembre.

Odissea si allunga al 2020

L’odissea è insostenibile. «Non so quante volte ho fatto avanti e indietro dall’Inps. Quante telefonate e quanto nervosismo ho accumulato – racconta Maddalena – Ormai non mi fidavo più, non posso fidarmi più».  A gennaio verifica da sola come stanno le cose:  l’Iban è stato finalmente corretto, la sua banca ha finalmente ricevuto il mandato di pagamento ma solo per la mensilità di febbraio. Non ancora per gli arretrati.

Mensilità di gennaio dispersa

Inoltre fino a ieri non sapeva che fine avesse fatto la mensilità di gennaio. Inps diceva di averla pagata. Ma sull’Iban sbagliato non era possibile farlo, perché bloccato» spiega Maddalena. «Non so se prenderò mai quei soldi» la sua paura di Maddalena.

Finalmente martedì, cioè il giorno dopo che il Giornale di Lecco ha raccontato il caso di Maddalena Taschetti, ecco che Inps si fa viva.

Le scuse di Inps alla pensionata

Anzitutto l’Ente nazionale pensionistico si scusa dell’errore ringraziando Maddalena «per la sua segnalazione, che ci sprona a prestare sempre maggiore attenzione per evitare che situazioni del genere tornino a ripetersi in futuro».

Il motivo del disguido, spiega Inps, è «di un disallineamento delle procedure informatiche» che ha indirizzato la pensione «su un istituto di credito e conto corrente diversi da quelli indicati e correttamente inseriti dall’operatore in sede di prima liquidazione».  «Preso atto dell’anomalia, su segnalazione della Direzione Centrale, la sede ha provveduto ad effettuare il cambio ufficio pagatore ed a chiedere il riaccredito delle rate alla sua banca. In ragione dei tempi di elaborazione, la modifica andrà a regime con la rata di febbraio».

Quanto al resto, ovvero agli arretrati, «per la rata di dicembre 2019 è stato predisposto il pagamento fuori competenza in data 21.01.2020, la valuta sarà 03.02.2020; per la rata di gennaio 2020 è necessario attendere i tempi tecnici per il riaccredito effettivo per poter poi procedere, d’ufficio, alla riemissione del mandato con i dati Iban corretti».

Maddalena: “E’ una vergogna”

Tutto bene quel che finisce bene? Non per Maddalena che stamane, mercoledì, è andata a protestare.

«E’ inaccettabile che un cittadino, vittima di un evidente errore della burocrazia, debba attivarsi da sé e spendere soldi suoi prima di ottenere quanto gli spetta. Quando ho creduto di potermi lamentare con il funzionario Inps che avevo davanti mi sono anche sentita rampognare: “Signora non abbiamo mica soltanto la sua pensione da sbrigare”. Sono rimasta basita di fronte ad una scorrettezza così sfacciata. Ma se al posto mio ci fosse stato un pensionato non altrettanto agguerrito, sarebbe mai riuscito a far valere i propri diritti? E non parliamo di diritti astratti, ma della pensione che ti consente di vivere».

“Presa in giro, ma così non è giusto”

Maddalena si sente presa in giro e lo denuncia pubblicamente. «Scrivono che il 21 dicembre era stato predisposto il pagamento fuori competenza per la mensilità di dicembre. Mi chiedo perché allora quando il 26 dicembre sono stata all’Inps, l’addetto allo sportello non ne sapesse nulla. Così come non è stato in grado di dirmi nulla sul pagamento di gennaio. La verità è che allora nella mia pratica non figurava alcuna nota al riguardo».

 

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