Emergenza Coronavirus

Pazienti Covid gravi ricoverati al Manzoni: nessuno è lecchese

Favini: "Finora 63 i ricoverati positivi al virus. Abbiamo predisposto 96 posti letti Covid, ma il terzo piano può accoglierne altri 200"

Pazienti Covid gravi ricoverati al Manzoni: nessuno è lecchese
Lecco e dintorni, 21 Ottobre 2020 ore 17:47

Nessun lecchese, per ora, tra i cinque pazienti Covid gravi ricoverati nella Terapia intensiva allestita all’ospedale Manzoni di Lecco. Due provengono da Milano, due da Como e uno da Desenzano. In altre parole l’ospedale cittadino lecchese sta al momento dando una mano ad altre strutture del territorio lombardo finite sotto pressione con la seconda ondata pandemica. La circostanza è emersa nella videoconferenza stampa con la quale questo pomeriggio il direttore generale dell’Asst Lecco Paolo Favini e la dottoressa Stefania Piconi, primario di Infettivologia, hanno aggiornato i media locali sulla situazione dentro il presidio ospedaliero di via dell’Eremo.

63 i pazienti Covid al Manzoni

Anzitutto il quadro dei ricoveri Covid  aggiornato alla mattinata di oggi, mercoledì: in tutto 63 i pazienti positivi, seppure il numero paresse destinato a crescere entro sera per una altra decina di casi sospetti in attesa dell’esito del tampone nel reparto “filtro” del Covid Polispecialistico (reparto dove peraltro risultano ricoverati 4 pazienti certamente infetti).

In terapia intensiva, 5 posti occupati su 6

Calati da sei a cinque i pazienti in Terapia Intensiva, grazie al trasferimento del sesto in sub intensiva che vede così occupati tutti i suoi quattro letti disponibili. Saturati anche i 20 letti in Malattie Infettive e 28 dei 32 posti letto predisposti convertendo a Covid i reparti Medicina settore 1 e settore 2. In Cure Sub-Acute è stata creata una disponibilità di altri 16 letti, di cui uno solo finora occupato. Uno solo il ricovero in un reparto no Covid: trattandosi di Ostetricia si deduce sia una donna.

Creati 96 posti letti Covid, ma se ne possono aggiungere altri 200

Il Manzoni, come ha spiegato  Favini,  ha finora predisposto 96 posti letto Covid ai quali potranno però agevolmente aggiungersene, sempre al terzo piano, altri 200 qualora  la situazione peggiorasse. “Forti dell’esperienza maturata lo scorso marzo, oggi abbiamo un piano collaudato per rispondere a un bisogno in crescita. Procederemo con una progressiva conversione dei blocchi ospedalieri”  ha detto il dg. “Anche i quattro posti di sub-Intensiva possono rapidamente, alla bisogna, diventare posti di Terapia Intensiva”.

Il Mandic di Merate Covid Free

Al momento al Manzoni di Lecco vengono destinati tutti i pazienti Covid del territorio, anche quelli del Meratese. Il Leopoldo Mandic di Merate al momento è infatti mantenuto “presidio Covid free” e nel riequilibrio dei posti letto sta ricevendo pazienti che in altri frangenti sarebbero stati ricoverati nei reparti di Medicina, Brest Unit e Oculistica di lecco. “Seppure il Mandic è sede di un reparto di Pneumologia di buon livello che potrebbe prima o poi essere coinvolto nelle strategie regionali per l’emergenza” ha aggiunto però Favini.

Il Manzoni resta hub di alta specialità

Nel contempo, sempre all’interno di una strategia generale quotidianamente concertata a livello regionale, il Manzoni prosegue nella sua mission di hub ad alta specialità: vale a dire che continua ad accogliere, curare e assistere i pazienti con patologie acute no Covid.

L’infettivologa: “Il virus non è cambiato, ma le terapie sono più efficaci”

“Il virus non  affatto cambiato le sue caratteristiche: è tal e quale da come era a marzo”. Così la dottoressa Stefania Piconi, aggiungendo però che, a differenza della prima tragica ondata,  adesso, grazie all’esperienza, si hanno a disposizione terapie più efficaci. Anche il decorso della malattia è noto quindi più facile il monitoraggio del paziente nell’evolversi del suo quadro clinico. “Il Manzoni è in attesa di poter sperimentare anche i primi vaccini nel momento in cui saranno disponibili” ha aggiunto l’infettivologa del Manzoni.

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