Panzeri in Patagonia ricordando Chiarlie e Lorenzo VIDEO

Panzeri ha voluto ricordare Charlie Giarletta a due anni dalla scalata del Cerro Torre

Lecco e dintorni, 20 Gennaio 2020 ore 11:45

L’alpinista ha voluto ricordare l’amico Giovanni Giarletta Charlie a due anni dall’ascesa sul Cerro Torre

Ha gridato al vento il nome di Charlie e Lorenzo

“Chiarlie… Lorenzo…”. Ha gridato al vento quei nomi tanto cari, dalla cima del Cerro Techado Negro, in Patagonia. Manuele Panzeri, 49 anni, alpinista di Ballabio che il 26 gennaio del 2018 guidò la cordata sul Cerro Torre – composta da Giovanni Giarletta (Charlie) e Tommaso Lamantia – ha voluto ricordare così due amici scomparsi. Lo ha fatto lunedì 13 gennaio in una scalata in solitaria proprio in Patagonia.

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Il ricordo dei due amici

“Charlie era un mio grande amico. Con lui ho vissuto tante scalate e condiviso l’esperienza nel Soccorso Alpino – ci ha detto Panzeri, maestro e guida alpina – Lorenzo Castelli invece era di Milano, ma molto noto nel mondo dell’alpinismo lecchese. Ironia della sorte lo avevo conosciuto due anni fa, in Patagonia, proprio mentre con Charlie e Tommaso, mi accingevo ad affrontare la salita sul Cerro. Poi eravamo rimasti in contatto. Domenica Castelli è morto, scivolando da una cascata di ghiaccio a Poschiavo. Una tragedia su una via facile, che mi ha ricordato molto quella di Giarletta. Un amico mi ha mandato un messaggio per avvisarmi e così ho voluto dedicare a lui e a Charlie la mia ascesa”.

Panzeri era in Patagonia dal 28 dicembre

Manuele Panzeri si trovava in Patagonia dal 28 dicembre con Mattia Patera. “Il nostro obiettivo era la cima del Guillaumet, ma abbiamo dovuto rinunciare perché c’erano troppe persone e avevamo paura di scariche di neve e ghiaccio. Abbiamo fatto un trekking di 70 chilometri nel Parque Nacional Los Glaciares”.

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Lunedì l’ascesa in memoria di Charlie

“Lunedì scorso il mio compagno di viaggio era stanco, così ho deciso di andare a scalare una vetta “facile”, da solo, e mi sono avventurato sul Cerro Techado Negro. Man mano che salivo però avvertivo sempre più la presenza di Charlie e Lorenzo. Era come se fossero lì, con me. Quando ho raggiunto la vetta ho gridato i loro nomi”. Il 26 gennaio ricorre la data dell’ascesa al Cerro Torre. E il 31 gennaio Giovanni Giarletta avrebbe computo 39 anni. “Per me è stato un grande amico, una persona straordinaria che mai potrò dimenticare. Ho voluto ricordarlo così, sulle montagne perché questo è il luogo che più lo rappresenta”. Panzeri ha fatto ritorno in città giovedì scorso portando con sé un nuovo bagaglio di esperienze e tante emozioni.

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