Omicidio di Sogno Guzzetti disse allo zio: “Non l’ho premeditato ma è successo”

Guzzetti in Corte d'Assise a Como ha smentito gran parte delle dichiarazioni fatte agli inquirenti subito dopo l’arresto.

Omicidio di Sogno Guzzetti disse allo zio: “Non l’ho premeditato ma è successo”
Valle San Martino, 09 Dicembre 2017 ore 16:04

E’ entrato nel vivo il processo a Guzzetti in Corte d’Assise a Como

Guzzetti è l’unico imputato per la morte di Maria Adeodata Losa

“L’omicidio di Sogno? Non l’ho premeditato ma è successo». Così diceva Roberto Guzzetti, 60 anni, durante un colloquio telefonico con uno zio dal carcere di Monza. Giovedì scorso, in corte d’Assise a Como si è entrati nel vivo del processo per l’omicidio di Maria Adeodata Losa avvenuto il 9 giugno dello scorso anno di cui il 60enne è l’unico imputato.

Citate le intercettazioni dal carcere

E proprio durante l’udienza il pm Paolo Del Grosso e l’avvocato Igor Di Maria, legale di Leonilde, sorella 96enne della vittima, hanno citatola telefonata alla quale, Guzzetti, non ha saputo dare una spiegazione. E’ durato quasi due ore l’interrogatorio del 60enne che ha risposto alle numerose domande del pm e dei suoi legali, gli avvocati Patrizia e Marilena Guglielmana.

L’imputato ha smentito gran parte delle precedenti dichiarazioni

L’imputato, ha smentito gran parte delle dichiarazioni fatte agli inquirenti subito dopo l’arresto. “Quel giorno Maria Adeodata Losa mi ha chiesto di ripararle il lavandino che perdeva, ma quando mi sono chinato per verificare ho visto che era tutto in ordine”. E ancora. “Mentre mi rialzavo ho sentito un colpo fortissimo al basso ventre: sono caduto a terra e ho visto la faccia della signora Adeodata che mi guardava con uno strano ghigno”. Negate le avance sessuali dell’anziana, circostanza dichiarata più volte durante gli interrogatori: “Ho detto delle scemenze era tutto nella mia testa”.

“L’assassino è un altro ma non l’ho visto”

Poi, ha spiegato, sarebbe comparso il braccio di qualcuno dietro la vittima: il vero omicida. “L’assassino è un altro, ma non l’ho visto in faccia”. E ancora.  “Non sono capace di fare del male a nessuno, soprattutto a una donna con cui non avevo niente da condividere”.

La testimonianza dei genitori

Anche Gioconda e Giovanni, gli anziani genitori di Guzzetti hanno testimoniato in aula.  Ha detto la mamma: “Conosceva bene Maria Adeodata Losa e  le voleva bene, ed era stata lei a farlo diventare lettore in chiesa”. Più dettagliato è stato il padre dell’imputato, 90 anni. “Il giorno dell’omicidio era con noi abbiamo pranzato insieme e poi io e mia moglie ci siamo addormentati. Roberto si è allontanato ed è tornato a casa verso le 15. Non aveva sangue sugli abiti, era vestito da campagna ma pulito”.
Conclusi i testi dell’accusa e l’esame dell’imputato si tornerà in aula il prossimo 10 gennaio, per ascoltare i 18 testi della difesa di Guzzetti.

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