Cronaca
Giallo di Temù

Omicidio Laura Ziliani: a Chi l'ha visto le parole della terza sorella e il triangolo amoroso tra Mirto Milani e le due arrestate

"Liti, parolacce, insulti e discorsi sul denaro...."

Omicidio Laura Ziliani: a Chi l'ha visto le parole della terza sorella e il triangolo amoroso tra Mirto Milani e le due arrestate
Cronaca Lecco e dintorni, 30 Settembre 2021 ore 09:27

La terribile vicenda di Laura Ziliani e il racconto di cosa avrebbero fatto alla ex vigilessa le sue figlie insieme al calolzise  Mirto Milani, fidanzato e amante di Paola e Silvia Zani pur di avere subito tutta l'eredità. Il giallo di Temù è stato al centro della puntata di ieri, mercoledì 29 settembre 2021, della nota trasmissione televisiva Chi l'ha visto su Rai 3.

Omicidio Laura Ziliani: a Chi l'ha visto le parole della terza sorella

Ad aprire un ulteriore spaccato inquietante sulla vicenda (già da film dell'orrore secondo il quadro accusatorio che è stato dipinto  dagli inquirenti nei confronti dei tre giovani che sono stati arrestati venerdì scorso) sono state le parole di  Lucia, la terza figlia della vittima e sorella di Silvia e Paola,  ora in carcere.  "C'erano liti. Litigavano per i soldi. C'erano parolacce e insulti. C'erano sberle" ha detto ai  microfoni della trasmissione condotta da Federica Scerelli.

laura ziliani mirto milani
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Il triangolo amoroso tra Mirto Milani e le due arrestate

Trasmissione che si è inoltre  concentrata sulla figura del calolziese Mirto che sembra avesse  in contemporanea una relazione intima con le due sorelle.  Un rapporto da parecchi anni con la maggiore,  che ha conosciuto durante   una vacanza studio all'estero, e uno "clandestino" con la minore .

Sarebbero stati proprio  i tre a svelare il triangolo amoroso quando hanno consegnato i telefoni cellulari agli investigatori. Telefoni "ripuliti" forse per nascondere la relazione segreta o forse per altre motivazioni.

Al momento i tre non hanno dato chiarimenti su questo punto e nemmeno sulla intera vicenda visto che durante l'interrogatorio in carcere hanno scelto la via del silenzio preferendo non rispondere alle domande dei magistrati che sono convinti che  Laura Ziliani  sia stata  soffocata mentre era sotto l'effetto di sostanze  o farmaci "potenzialmente idonei a compromettere le capacità di difesa”.