Gli operatori sanitari

“Non siamo eroi, vogliamo lavorare in sicurezza”

Per il 25 Aprile i sindacati lanciano la campagna "Lecco Resisti": l'obiettivo è "innondare" di cartoline il governatore della Lombardia per chiedere tamponi e dispositivi adeguati negli ospedali e nelle Rsa

“Non siamo eroi, vogliamo lavorare in sicurezza”
17 Aprile 2020 ore 16:47

“Non siamo eroi, vogliamo lavorare in sicurezza”. E il grido lanciato dagli operatori sanitari attraverso i sindacati che per il 25 Aprile organizzano la campagna “Lecco Resisti”: nel giorno dedicato proprio alla Resistenza, medici, infermieri, Oss delle strutture all’interno della provincia di Lecco sono invitati a “innondare” di cartoline il governatore della Lombardia per chiedere tamponi e dispositivi negli ospedali e nelle Rsa.

“Vogliamo tamponi, dispositivi di sicurezza, valorizzazione professionale ed economica”

Sulle cartoline da inviare al presidente Attilio Fontana ci sarà la scritta “Vogliamo il tampone, dispositivi di protezione personale adeguati, valorizzazione professionale ed economica”. L’iniziativa, messa in campo dai sindacati di Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, è stata presentata in una conferenza stampa in videconferenza congiunta tenutasi oggi pomeriggio.

1 operatore su 5 nelle strutture lecchesi ha contratto il virus

“I numeri – sottolinea Vincenzo Falanga, segretario della Uil Fpl del Lario – dicono che gli operatori sanitari positivi al Covid sono del 19% sul numero di impiegati nelle strutture di Lecco. Sul territorio di Monza e Brianza la percentuale è pari al 12,71%, mentre a Como è del 15%. E in queste stime non ci sono quelle relative agli operatori sanitari che sono a casa in malattia dall’inizio dell’emergenza perchè loro non vengono sottoposti al tampone. I dati ci dicono che gli ospedali e le case di riposo sono hub di contagio chiediamo quindi Dpi adeguati. Oltre a fare i test e avere dispositivi, si chiede anche la valorizzazione professionale ed economica degli operatori sanitari che sono in trincea dal primo momento in cui è esplosa l’emergenza”.

“Non possiamo e non vogliamo scioperare”

“I nostri lavoratori – aggiunge Catello Tramparulo , segretario della Fp Cgil di Lecco – i medici, gli infermieri, gli Oss sono stufi di essere appellati come eroi: non sono eroi, non sono uomini e donne che ha studiato per fare superman né wonderwoman, sono persone che amano il proprio lavoro e che stanno facendo un sacrificio incredibile, anche in termini di vite. E magari trasmettono il virus ai loro famigliari. Servono i tamponi: lo stiamo chiedendo in maniera ossessiva per tutto il personale esposto. Non possiamo e non vogliamo scioperare, ma non siamo eroi: vogliamo lavorare in sicurezza”.

Nella conferenza stampa i sindacati hanno anche tratteggiato un ampio quadro dell’emergenza Coronavirus nella sanità pubblica e privata, con particolare riferimento all’adeguamento alle normative negli uffici comunali, ma soprattutto alla situazione delle case di riposo.

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