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La manifestazione

Niente vaccini antinfluenzali: i farmacisti lecchesi protestano con un flash mob FOTO E VIDEO

La manifestazione di protesta è "andata in scena" oggi, lunedì 7 dicembre 2020 nella hall a piano terra del Centro Commerciale le Piazze di Lecco (dove hanno sede alcuni uffici di Regione Lombardia e di Ats Brianza)

Cronaca Lecco e dintorni, 07 Dicembre 2020 ore 15:04

Niente vaccini antinfluenzali: i farmacisti lecchesi protestano con un flash mob. La manifestazione di protesta è "andata in scena" oggi, lunedì 7 dicembre 2020 nella hall a piano terra del Centro Commerciale le Piazze di Lecco (dove hanno sede alcuni uffici di Regione Lombardia e di Ats Brianza). Il flash mob ordinato, pacifico e distanziato dei camici bianchi della provincia di Lecco fa seguito alla presa di posizione dell'associazione di categoria diretta dal presidente Andrea Braguti che ha annunciato, o per meglio dire "denunciato pubblicamente" che nelle farmacie lecchesi non arriveranno altre dosi di vaccino antinfluenzale. E questo non per mancanza di volontà o impegno dei farmacisti stessi bensì perchè "perché Regione Lombardia non ha avuto la capacità di metterlo a disposizione della popolazione attiva attraverso la distribuzione delle farmacie"

 

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Una ventina i professionisti giunti a Lecco da ogni parte della provincia per sostenere  il dottor Braguti, in qualità di portavoce della protesta" in questa iniziativa che, come spiegato dallo stesso presidente di Federfarma Lecco ha soprattutto l'obiettivo di far capire ai cittadini "la situazione di estremo disagio che stiamo vivendo di fronte alle decine e decine di chiamate di persone esasperate  che chiedono inutilmente una dose di vaccino"

Niente vaccini antinfluenzali: "Un impegno disatteso"

Il dottor Braguti ha ripercorso per sommi capi l'iter che ha portato alla situazione attuale.

 

 

Cosa è andato storto? Perchè nelle farmacie lecchesi non arriveranno vaccini per chi, fuori dal target individuato dalle istituzioni, desidera difendersi, quest'anno ancor di più, dall'influenza? Al al tavolo della Conferenza Stato-Regioni - che il 14 settembre aveva incaricato i farmacisti aveva incaricati di far da tramite per la consegna ai medici di base dell’antinfluenzale destinato alle categorie fragili -  il sindacato dei camici bianchi aveva chiesto di poter ricevere per la vendita diretta almeno un 10% del quantitativo "rastrellato" dalla sanità pubblica (17 milioni di dosi). Ma alla fine aveva stretto l’accordo ottenendo solo un misero 1,5%, pari a 255mila dosi che, divise per le circa 20mila farmacie in Italia, fanno 12 vaccini a testa.

 

 

"Ma dopo tanti tira e molla, durato dalla metà di settembre ad oggi, nemmeno questi 12 vaccini ci arriveranno - ha sottolineato  il dottor Braguti, Sicché quell’accordo ridicolo, che già ci aveva fatto arrabbiare, è stato anche tradito.

"Rabbia trasformata in una azione di protesta civile"

" Giovedì scorso i miei colleghi di Federfarma riuniti in assemblea erano arrabbiatissimi - ha aggiunto il presidente lecchese - E qualcuno ha coraggiosamente preso l’iniziativa del comunicato, e poi della manifestazione di oggi, che si rivolge ai nostri clienti ma dà anche conto della situazione nella quale si trovano i medici di base   Con i 40 vaccini che si ritrovano a fronte dei 150 che avrebbero dovuto ricevere, sono costretti a fare la “lotteria” tra i pazienti anziani. Chiaro il loro disagio a fronte della protesta dei pazienti. Chi di contro sostiene che è andato tutto liscio, o giustifica questa situazione sostenendo che non è solo della Lombardia ma anche di altre regioni, dovrebbe togliersi il paraocchi: la realtà è lì da vedere"

"Non è una protesta politica"

La presa di posizione di Federfarma ha suscitati non poche reazioni e anche qualche accusa di "strumentalizzazione politica".  "Federfarma Lecco è, per proprio Statuto, un'organizzazione a-politica ed a-partitica.  Ma non a-morfa. - ha sottolineato oggi il dottor Braguti durante il falsh mob ma anche con un post sul più noto dei social network - Giovedì scorso l'Assemblea Zoom degli Associati ha deciso che fosse ora di far sentire la nostra voce, rispetto a questa campagna vaccinale certo non ben riuscita. Il nostro dissenso pertanto è nei confronti dell'Istituzione Regione, indipendentemente da chi in questo momento La governi".

 

"Avremmo espresso il nostro disappunto anche se a governarLa fossero state altre forze politiche. Noi vogliamo continuare ad essere di conforto alle persone come lo siamo stati a marzo ed aprile: in questo momento si stanno rivolgendo a noi per poter ricevere il vaccino, che abbiamo sempre dispensato e sarebbe stato importante farlo soprattutto quest'anno, anche alle fasce non protette. E per finire non possiamo rivolgerci al mercato perché quest'anno è totalmente monopolizzato dalle strutture pubbliche. Tutto qua".

 

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