La finestra di Marco Calvetti

Meno male che nella pandemia lecchese non c’è bisogno di un Commissario

La verità è che la pandemia sta suscitando un pandemonio e che c'è davvero da augurarsi che la gestione dei vaccini, quello anti influenzale e quello per il Covid, sia all'altezza delle attese  alle quali ogni cittadino è appeso per vivere e sopravvivere. 

Meno male che nella pandemia lecchese non c’è bisogno di un Commissario
Lecco e dintorni, 17 Novembre 2020 ore 11:43

Di Marco Calvetti

Come sanno i nostri lettori, seguiamo, su carta e su web, l’andamento del Coronavirus, giorno per giorno, ora per ora. Capita quando la nostra professione diventa servizio pubblico, perchè  questo catastrofico tempo reclama una informazione corretta, non scandalistica, e tantomeno ovattata.

Come non avvertire sgomento e paura davanti a cifre che raccontano come ogni 5 lecchesi sottoposti a tampone, più d’uno risulta positivo e i morti nella seconda ondata sono  oltre i 50. Ma non basta: tra il personale sanitario ormai siamo a 150 unità colpite dal virus. Ci fermiamo coi numeri per dire che se i nostri ospedali, Manzoni e Mandic, tengono, significa che l’organizzazione è efficiente, sia per meriti amministrativi, sia soprattutto, per l’ormai collaudata abnegazione e preparazione dei camici di ogni colore.

La nostra provincia ha ormai valori che tendono al rosso fuoco, per riferirci al cromatismo delle Regioni, eppure non sono invocati santi in paradiso, o fanti in terra. Ci viene spontaneo un parallelismo con la situazione della Calabria che sta trasformando la tragedia in farsa. Licenziato il generale che non sapeva di essere responsabile del piano di emergenza e che nell’intervista di scuse ha messo una toppa maggiore del buco, liquidato a fatica un personaggio cresciuto tra volgarità sessuali e razioni di marxismo, ci si è rivolti a un ex rettore della Sapienza quotato ma forse troppo “accademico”. Per completare il quadro hanno chiamato come consulente un uomo d’azione per eccellenza, il chirurgo Gino Strada, del quale si possono condividere o no il pensiero e i metodi, ma di sicuro non lo si può relegare a districarsi tra le scartoffie. Se Gino Strada sarà il consulente ci aspettiamo presto che Lewis Hamilton, freschissimo del settimo titolo mondiale di Formula Uno, si segga alla guida di un Taxi. 

La verità è che la pandemia sta suscitando un pandemonio e che c’è davvero da augurarsi che la gestione dei vaccini, quello anti influenzale e quello per il Covid, sia all’altezza delle attese  alle quali ogni cittadino è appeso per vivere e sopravvivere. 

Marco Calvetti

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