Incredibile vicenda

Mariti infuriati contro il carabiniere nella patria del maresciallo Maccadò

Il sindaco Rusconi: "Purtroppo sappiamo bene che vicende di questo tipo accendono gli istinti più pruriginosi... e pure i riflettori. Da parte nostra oltre che stigmatizzare quanto accaduto non possiamo fare altro che esprimere la nostra solidarietà alla persona coinvolta, e più in generale a tutte le Forze dell'Ordine"

Mariti infuriati contro il carabiniere nella patria del maresciallo Maccadò
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Chissà cosa direbbe di questa scabrosa vicenda il maresciallo Ernesto Maccadò, frutto della penna di Andrea Vitali? Sicuramente lo scompiglio creato in paese nel 2020 sarebbe stato altrettanto negli anni Trenta, periodo in cui lo scrittore bellanese ha ambientato i suoi romanzi nel paese che affaccia sul Lario. Un paese che in questi giorni brulicava di sussurri e pettegolezzi dopo che su un muro è apparsa una scritta (anzi più di una per la verità), che ha fatto scoppiare una vera e propria bomba. "Giù le mani dalle nostre mogli" si leggeva (sì perchè le lettere vergate con vernice spray nera sono state cancellate) sul muro giallo di una casa del centro. Un "invito" rivolto ad un alto esponente delle forze dell'ordine locali, "collega di Maccadò" appunto, che secondo gli autori degli slogan oltraggiosi, ovvero mariti infuriati contro il carabiniere,  avrebbe avuto attenzioni per alcune donne (sposate) del paese.

Mariti infuriati contro il carabiniere nella patria del maresciallo Maccadò

"Codardo togliti cintura e pistola e difenditi dai mariti" hanno scritto gli autori del murale, sulla cui testa ora pende una denuncia contri ignoti  quantomeno per aver imbrattato dei muri. Un atto vandalico bello e buono che ha avuto conseguenze pesantissime.  Che siano frutto di un uomo accecato dalla gelosia o che siamo maldicenze create ad arte con l'obiettivo di colpire la vittima per ben altri motivi saranno le indagini ad appurarlo.  Certo che l'attacco  anonimo contro il militare è stato frontale e ancor più vile perchè ha coinvolto anche la consorte dell'uomo. Come detto  infatti quella dei "mariti infuriati" non è l'unica scritta che è apparsa perchè i "soliti ignoti" ci hanno messo il carico da novanta e hanno imbrattato un altro muro con un altro slogan, o per meglio dire con un'altra accusa.

Il sindaco Antonio Rusconi

"Condanniamo fermamente senza se e senza ma questo gesto - ha commentato il primo cittadino di Bellano Antonio Rusconi - Abbiamo già provveduto a far cancellare  le scritte. Purtroppo sappiamo bene che vicende di questo tipo accendono gli istinti più pruriginosi... e pure i riflettori. Da parte nostra oltre che stigmatizzare quanto accaduto non possiamo fare altro che esprimere la nostra solidarietà alla persona coinvolta, e più in generale a tutte le Forze dell'Ordine, insostituibile e prezioso presidio di sicurezza per il territorio e per tutti i cittadini". Solidarietà che per altro va, ovviamente anche alla moglie del carabiniere che forse in tutta questa  storia  è la persona che ha più sofferto.

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