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Nuovo Decreto

Coronavirus: la Lombardia rischia la chiusura fino al 3 aprile

Misure drastiche previste nel nuovo decreto al vaglio del Governo. La pubblicazione attesa nella notte.

Coronavirus: la Lombardia rischia la chiusura fino al 3 aprile
Cronaca Lecco e dintorni, 07 Marzo 2020 ore 22:14

L’intera Lombardia e 12 province del Nord Italia rischiano la chiusura fino al 3 aprile. Ovvero di essere circoscritte come “aree di sicurezza” e quindi sottoposte a strettissime limitazioni. E quello che prevede  il nuovo decreto in corso di approvazione. Se la bozza entrerà in vigore senza modifiche, fino al prossimo 3 aprile occorrerà “evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita da questi  territori”, ma anche “all’interno dei medesimi, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza”. Questa la prima e fondamentale misura al vaglio del Governo in queste ore.

Chiusi i confini della Lombardia

Misure drastiche, decise “considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale”. Ecco che allora, “richiamati i precedenti decreti emanati nei giorni scorsi”, su proposta del Ministro della salute il Governo ha ritenuto necessario procedere ad una rimodulazione delle aree di sicurezza.

Le misure urgenti di contenimento del contagio riguardano l’intera  regione Lombardia e le  province di Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova, Treviso; Asti e Alessandria.

Le misure di contenimento del virus

Queste le misure più strette che si annunciano:

1. Evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza.

2. Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

3. Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

Confermate le restrizioni fin qui in vigore

Confermate le misure restrittive  fin qui decretate dal Governo:  sospensione degli eventi sportivi,  ma anche chiusura degli impianti sciistici; niente  manifestazioni organizzate, eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico. Divieto di assembramento in luogo pubblico. Un metro di distanza tra le persone.  Sospese le cerimonie civili e religiose,  comprese quelle funebri.

Chiuse fino al 3 aprile le scuole di ogni ordine e grado: “Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa”. Chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura. Sono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario  e per il personale della protezione civile.

Consentite le attività di ristorazione e dei bar, ma con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

In attesa dell’approvazione del Decreto

Si attende il varo del Decreto al vaglio del Governo per capire la sua portata effettiva. Il che dovrebbe avvenire in serata o al massimo domattina, domenica. Nel frattempo il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha rilasciato le sue dichiarazioni in ordine allo stesso  provvedimento.

Il commento di Fontana

“La bozza del provvedimento del Governo – che ho ricevuto solo in serata – sembra andare nella direzione del contenimento della diffusione del virus, invitando – con misure piu’ incisive – i cittadini alla prudenza”. “Ciò detto – ha continuato – non posso non evidenziare che la bozza del DPCM e’, a dir poco, ‘pasticciata’ e necessita da parte del Governo di chiarimenti per consentire ai cittadini di capire cosa si può fare o meno”. “La confusione e’ evidenziata anche dalle moltissime chiamate che stanno giungendo al mio telefono e a quello di chi da giorni e’ al mio fianco per affrontare questa emergenza”.

 

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