I dati

Lecco virtuosa: prodotti meno rifiuti e raccolta differenziata oltre il 70%

In media ogni lecchese, in un anno, ha prodotto 481,7 kg di spazzatura

Lecco virtuosa: prodotti meno rifiuti e raccolta differenziata oltre il 70%
Cronaca Lecco e dintorni, 09 Dicembre 2020 ore 17:37

“La Lombardia nel 2019 si conferma regione leader per la raccolta differenziata. Il risultato del 72%, oltre a migliorare la performance già elevata del 2018, supera di gran lunga l’obiettivo nazionale e l’obietto europeo per il 2035, che è pari al 65%”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo nel corso della presentazione del Report 2019 su ‘Produzione, gestione e recupero dei rifiuti urbani in Lombardia‘, su dati Arpa Lombardia. All’evento sono intervenuti anche il presidente di Arpa Lombardia Stefano Cecchin e Matteo Lombardi dell’Osservatorio regionale rifiuti di Arpa Lombardia. In questo contesto emerge una Lecco virtuosa, con la prodizione di rifiuti che  è calata, seppur di poco (-0,28%) e una raccolta differenziata che supera, in questo caso decisamente, il target del 65%.

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Lecco virtuosa: prodotti meno rifiuti

“I dati confermano anche una situazione pressoché stabile per la produzione di rifiuti urbani, che nel 2019 è aumentata tuttavia dello 0,5% rispetto al 2018, frutto di una crescita dei consumi delle famiglie e dell’uso di prodotti usa e getta” ha sottolineato l’assessore Cattaneo. “Ma l’elevata efficienza della gestione della filiera e i comportamenti virtuosi dei lombardi confermano l’elevata sensibilità a questi temi e i comportamenti pro-ambiente”.  In generale l’andamento della produzione totale dei rifiuti urbani a livello provinciale segue a grandi linee quella regionale. Dalle tabelle presentate nel corso della presentazione del Report 2019 su ‘Produzione, gestione e recupero dei rifiuti urbani in Lombardia’, su dati Arpa Lombardia, emerge un andamento stabile nel 2019 rispetto al 2018 in quasi tutte le province, anche se con incrementi variabili tra lo 0,02% di Como, lo 0,41% di Monza Brianza, lo 0,52% di Sondrio, lo 0,65% di Milano, lo 0,92% di Brescia e Bergamo e l’1,2% di Mantova. Si osserva invece un decremento,  oltre che a Lecco, nelle province di Lodi (-0,15%), Cremona (-1,1%) e Pavia (-1,5%).

Raccolta differenziata

Nel 2019 la produzione dei rifiuti urbani (Ru) in regione è stata di 4.840.135 tonnellate. Nello stesso anno in Lombardia sono state raccolte 3.487.030 tonnellate di rifiuti urbani differenziati (cioè avviati al recupero) e 1.353.710 tonnellate di indifferenziati. Di questi ultimi: 1.038.017 tonnellate sono state inviate al recupero energetico, 3.838 tonnellate in discarica ed infine 313.383 tonnellate al trattamento meccanico biologico (Tmb)

Per quanto riguarda il “riciclo” 10 province si attestano oltre il 65% di raccolta differenziata e la provincia di Lecco, con il 71,1% è tra queste.  La provincia più virtuosa è Mantova con l’86,8%, seguita da Cremona con 78,4%, Monza e Brianza con 78%, Varese con 77,3%, Brescia 76,8%, Bergamo 76,1%, Lodi 75,1%,  Como 68,5%, Milano 67,4%. Sondrio e Pavia fanno registrare rispettivamente il 56,2% e il 54,8%.

Risultati visibili

“Dai primi anni 2000 in tutti i comuni della Regione è stata attivata la raccolta differenziata e i risultati sono visibili a tutti” ha detto  l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia.

“Abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi europei al 2035, che hanno come obiettivo il 65%. I dati sono positivi e indicano un percorso virtuoso anche nelle province che sono ancora sotto il 60% ma da cui si percepisce un miglioramento della consapevolezza delle persone e un trend positivo” ha sostenuto l’assessore.  “Grazie all’accorta politica attuata a partire dal 1996 nel 2019 in Lombardia abbiamo conferito direttamente in discarica solo lo 0,1% dei rifiuti urbani, migliorando ancora il risultato del 2018 che era dello 0,6%” precisa l’assessore ad Ambiente e Clima, mentre il dato nazionale si attesta sul 20%. “Come ‘secondo destino’ – precisa – cioè considerando anche i rifiuti decadenti dai Tmb, arriviamo all’1,1%”.

Rifiuti fuori Regione

La dotazione impiantistica lombarda consente di gestire oltre il 98% dei rifiuti in regione (primo destino), in particolare per quanto riguarda i Rifiuti urbani non differenziati, come previsto anche dalla normativa. Limitati quantitativi di raccolte differenziate sono inviati: in Emilia-Romagna (1%) in particolare per il verde, in Veneto (0,46%) specialmente per umido, verde, raccolta e trattamento di apparecchi elettrici, elettronici e medicali (Raee) e plastica; in Piemonte (0,40%) in particolare per multimateriale e inerti.

I rifiuti speciali

Per quanto riguarda i rifiuti speciali, la cui  produzione è legata a indici economici e alla presenza delle industrie,  i dati del 2018 evidenziano un incremento nella produzione nelle province di Bergamo pari al 5,1%, a Como del 2,1%, a Cremona 5,7%, a Lecco 7,1%, a Lodi 6%, a Mantova il 10,7% a Milano il 13%, a Monza e Brianza il 5,1%,1%, a Sondrio al 9,7% e a Varese paria al 7,8%. Mentre si osserva un decremento a Brescia (-5%) e a Pavia (-14%).

A livello regionale, esaminando il 2018, la produzione è stata di 18.408.893 tonnellate, con un aumento del 2,6% rispetto al 2017 (17.944.837 tonnellate), pari a 464.056 tonnellate in più. Nel dato non sono conteggiati i rifiuti non pericolosi derivanti da attività di costruzione e demolizione.

“Anche per quanto riguarda i rifiuti speciali nel corso degli anni – ha spiegato Cattaneo – nella nostra regione si è assistito a un aumento del recupero delle materie, che è passato dal 63% nel 2002 all’83% nel 2018”.

Appello al Governo

2Regione Lombardia –  ha concluso Raffaele Cattaneo – si è dotata di un sistema efficiente di gestione e recupero dei rifiuti. Questo grazie a un alleanza tra cittadini, enti ed imprese, e il coraggio di realizzare gli impianti necessari. Per questo l’occasione odierna è opportuna per promuovere un appello al Governo. Il Piano nazionale di gestione dei rifiuti non metta ostacoli sulla strada virtuosa già intrapresa dalla Lombardia. Permetta cioè di preservare un impianto che funziona, autosufficiente rispetto alla gestione dei rifiuti, che ha già raggiunto standard europei e che rappresenta dunque un positivo esempio per tutto il Paese”.

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