Lc-Bg, la replica di Brivio: «2017 anno di paralisi totale? Ingiusto dirlo»

La risposta del sindaco al Comitato di Chiuso

Lc-Bg, la replica di Brivio: «2017 anno di paralisi totale? Ingiusto dirlo»
Lecco e dintorni, 05 Gennaio 2018 ore 13:57

Brivio risponde al Comitato di Chiuso.

La lettera di Brivio al Comitato di Chiuso

Si torna a parlare della Lecco-Bergamo e della protesta del Comitato di Chiuso. Il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha risposto, nei giorni scorsi, ad una missiva dei rappresentanti del quartiere, che chiedevano conto dell’immobilità del cantiere. «La “vostra voce” è sempre stata ascoltata dal sottoscritto e dall’Amministrazione comunale, con cui si è instaurato un dialogo diretto e costante, forse “offuscato” dalla ribalta mediatica di alcune proteste scoppiate sul finire dell’anno, legittime per carità, ma “cavalcate” dai soliti noti della politica degli slogan che dovrebbero invece essere i primi a darvi le risposte che chiedete», scrive il sindaco nella lettera, resa nota attraverso la sua newsletter. «Perché a tagliare nastri siamo bravi tutti, è la memoria qui ad essere un po’ troppo corta… Ma andiamo oltre la bagarre mediatica, che nulla fa se non esacerbare gli animi, e riprendiamo in mano quello che interessa tutti, i fatti».

«2017 paralisi totale? No»

Brivio difende quanto fatto fino ad oggi: «Sostenere che il 2017 sia stato l’anno della “paralisi totale” non rende giustizia né merito a quanto fatto dalle rispettive Amministrazioni coinvolte nella vicenda. Il Comune di Lecco, e non solo negli ultimi 12 mesi, ha investito tempo, risorse umane ed economiche andando oltre il proprio “compitino” e mettendo sul piatto fatti concreti: innanzitutto ci siamo impegnati nel coinvolgimento di enti di livello superiore, chiamando in causa anche la Provincia di Bergamo (d’altra parte il nome dell’infrastruttura è Lecco-Bergamo e non Lecco-Calolzio), Anas, Regione a fronte anche di un ordine del giorno del consiglio comunale che sollecitava la Provincia di Lecco a prendere atto che il tempo dell’autosufficienza (teorizzato e praticato dai precedenti amministratori) era terminato. Con Rfi e Regione, in particolare, si è dialogato e lavorato in modo proficuo, tanto da essere arrivati allo stanziamento definitivo di un milione di euro da parte di Regione per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale di Rivabella (a dicembre approvata la delibera definitiva), mentre Rfi e Comune realizzeranno l’opera ed integreranno le risorse. (…) E’ vero invece che è l’anno che ha visto un empasse di fermo dei lavori per una querelle giudiziaria con l’azienda dove è ormai palese che le presunte risorse mancanti (peraltro in buona parte reperite)sono solo una scusa. Ci risulta peraltro che la Provincia abbia lavorato, e continua a farlo anche in questo nuovo anno, per riavviare la macchina nel suo complesso, ma anche cercando di affidare la realizzazione dell’opera ad enti più strutturati sotto il profilo tecnico, finanziario e anche …legale! Su questo mi sembra che anche le diverse forze politiche ed istituzioni sono d’accordo e forse una più decisa azione corale non sarebbe male a dimostrazione che la buona politica esiste ancora».

«Chiuso non può restare in queste condizioni viabilistiche»

La risposta di Brivio tocca tante criticità segnalate dai residenti di Chiuso: «Ricordiamoci anche da dove siamo arrivati, perché se è vero, e siamo tutti d’accordo, che il rione di Chiuso non può restare nelle condizioni viabilistiche attuali (e aggiungo, non solo il quartiere di Chiuso, ma l’intero assetto viabilistico tra Lecco e Mapello, tratto essenziale per il collegamento tra la Valtellina, Lecco e Bergamo) è anche vero che prima dell’inaugurazione dello snodo di Rivabella con il sovrappasso e la rotonda, la situazione del traffico era molto peggio di oggi nel quartiere, sia per tempistiche di percorrenza del tratto sia per i livelli di inquinamento dovuti alle lunghe code che si creavano perennemente a causa del passaggio a livello di via alla Spiaggia. Stessa cosa dicasi per l’illuminazione del sovrappasso, altra opera portata a termine dal Comune un paio di anni fa anche se, a dirla tutta, non toccava a noi… Circa il ripristino del collegamento viario tra la Chiesa del Beato Serafino e il quartiere confermo che era stato più volte assicurato e quindi la delusione è tanta e condivisibile(…)».

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