La storia delle sarte lecchesi del Carnevale: «1500 capi cuciti»

A San Giovanni un'attività volontaria che rende unico il Carnevale ormai da 40 anni

La storia delle sarte lecchesi del Carnevale: «1500 capi cuciti»
Lecco e dintorni, 19 Febbraio 2018 ore 08:30

La storia delle sarte lecchesi del Carnevale: «1500 capi cuciti».

Le sarte lecchesi che lavorano per il Carnevale

Zorro, Uomo Ragno, Batman, Biancaneve, Peter Pan e Arlecchino. E poi ancora jolly, indiani, principesse, fate e maghi, fino addirittura ai Promessi Sposi e alle regine del ‘700. Un mix di colori, stoffe e decorazioni, in pieno spirito carnevalesco, nel senso primitivo dell’aggettivo. È questo il colpo d’occhio all’ingresso di una delle sale di via Nino Castelli, a San Giovanni, dove alcune volontarie della Parrocchia affittano vestiti per Carnevale, soprattutto per i più piccoli, ma anche per gli adulti. Anziché comprare ogni anno un vestito nuovo, ecco una gamma varia e infinita di scelte, alla modica cifra di dieci euro.

«1500 abiti per ogni età»

«In totale abbiamo circa 1500 capi – racconta Loredana Buccetti, la responsabile – sia per bambini che per adulti. Anno dopo anno abbiamo riempito questi armadi: ogni mercoledì, per tutto l’anno, ci troviamo insieme per tagliare e cucire nuovi abiti. Non compriamo niente: puntiamo al riciclo e sfruttiamo tutto ciò che ci viene regalato, come stoffe, fili o vestiti vecchi, ma anche abbigliamenti nuovi che non vanno bene». È dalla passione di queste donne – oltre a Loredana, presenti Bruna e Maria Esposito, Luigia Abate e l’amministratrice Maria Rosa Rossi, tanto timide che appena vogliono raccontare di loro, non certo farsi fotografare – che nascono i vestiti. «Anzi, se qualcuno vuole aiutarci, lo accogliamo volentieri», aggiunge Loredana, che porta avanti un’attività iniziata più di quarant’anni fa e che ha portato – nel corso dei decenni – i capi di San Giovanni anche al Carnevale di Venezia e a vincere un premio in Svizzera.

Le offerte alla parrocchia

«L’offerta finale – ci spiegano – la consegniamo interamente alla Parrocchia. Da due settimane prima della sfilata cittadina, siamo aperti per il ritiro e il noleggio. Capita che qualche volta arrivi qualche vestito rotto: non c’è problema, lo sistemiamo. L’unica cosa che chiediamo è la pulizia». Tra gli armadi dei locali, come detto inizialmente, anche i vestiti dei Promessi Sposi, cuciti con cura e dedizione, utilizzati per diversi spettacoli. E poi, nella bacheca di quest’attività, anche gli abiti per il Re Resegone e la Regina Grigna, i regnanti cittadini che per l’intera settimana grassa conservano le chiavi della città. Gonne dai vecchi tessuti e abbandonate che diventano vestiti per gli indiani, tovaglie che diventano gonne: originalità e fantasia non mancano, ma alla base resta l’ingrediente principale. «Noi lo facciamo con passione, e ci divertiamo». Con il sorriso sulla maschera – ops, sulla faccia – da oltre quarant’anni. Giù il cappello. Va bene anche quello di Zorro.

Food delivery
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia