Coronavirus

Emergenza Coronavirus, il lecchese Gualzetti: “Serve un vero reddito di emergenza”

"Dall'inizio dell'emergenza coronavirus il numero dei poveri che si sono rivolti alle Caritas è raddoppiato".

Emergenza Coronavirus, il lecchese Gualzetti: “Serve un vero reddito di emergenza”
Brianza, 10 Maggio 2020 ore 09:33

La Caritas spinge per un reddito di emergenza efficace. Perché  una riforma strutturale dell’attuale Reddito di cittadinanza rischierebbe di ritardare l’efficacia degli interventi che sono urgenti, visto che dall’inizio dell’emergenza Covid i poveri che si sono rivolti alle Caritas diocesane sono raddoppiati.

 

Emergenza Coronavirus, il lecchese Gualzetti: “Serve un vero reddito di emergenza”

Come riporta il giornale online primamonza.it, Luciano Gualzetti, lecchese e direttore di Caritas Ambrosiana, afferma che: “Siamo molto preoccupati dell’evoluzione che ha preso il dibattito sul Reddito di emergenza che il governo si appresta a varare. Spostare l’attenzione chiedendo una riforma strutturale dell’attuale Reddito di cittadinanza rischia di ritardare l’efficacia di interventi adeguati alle esigenze del Paese in questo momento di estrema difficoltà, perché arriverebbe con estremo ritardo.

“Inoltre non sappiamo in questo momento quale scenario troveremo dopo la crisi sanitaria rischiando di fare modifiche che non aiuteranno i poveri di domani. Ribadiamo piuttosto che occorre una misura straordinaria che arrivi tempestivamente alle persone più in difficoltà e non raggiunte da altri interventi pubblici. Bisogna fare bene e presto se non vogliamo che i più fragili precipitino nella povertà e diventi poi più difficile e anche oneroso aiutarli a risalire la china”.

Dall’inizio dell’emergenza Covid il numero dei poveri è raddoppiato

Gualzetti ricorda anche che in Italia  dall’inizio dell’emergenza Covid-19  il numero dei poveri che si è rivolto alle Caritas diocesane è raddoppiato. Nella sola Diocesi di Milano, ricevono beni alimentari 16.500 famiglie. A Milano sono raddoppiate passando da 2.500 a 5.000. Sono già 800 le famiglie della Diocesi che dal 25 marzo ad oggi hanno chiesto aiuto al Fondo San Giuseppe, istituito dall’Arcivescovo di Milano e dal Comune, per chi perde il lavoro a causa dell’epidemia. Un fondo che è stato poi implementato da donazioni private, ma che deve far fronte a tantissime richieste.

«Nei paesi più poveri le conseguenze della pandemia di Covid-19 stanno dando prova di poter essere ancor più pericolose e mortali del virus stesso, specialmente per le comunità maggiormente vulnerabili. Ma anche nella capitale economica del nostro Paese, il conto più salato, lo stanno pagando i più fragili. Occorrono misure urgenti che raggiungano le persone velocemente. I poveri non possono attendere», ha concluso  Gualzetti nella nota diffusa ieri, sabato 9 maggio, dalla Caritas Ambrosiana.

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