Il punto

Il sindaco ai piedi di San Nicolò: “Non mi unisco al coro del sospiro di sollievo, anzi” VIDEO

Virginio Brivio: "La sfida ora è anche fuori dagli ospedali nelle case delle persone anziani, disabili, fragili"

Lecco e dintorni, 24 Marzo 2020 ore 14:04

Due uomini dinnanzi a San Nicolò sulla riva del lago. Il prevosto e il primo cittadino. Virginio Brivio ha rappresentato tutta la città nel momento in cui  monsignor Davide Milani l’ha affidata a Dio per intercessione del santo patrono e della Vergine Maria.

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Nelle mani di San Nicolò

Al termine il sindaco di Lecco ha spiegato la situazione, facendo il punto sull’attività del Coc, l’unità di crisi comunale istituita dopo il primo caso positivo rilevato a Lecco  e ormai attiva da tre settimane. Da una azione di  prevenzione e informazione della popolazione, l’impegno è ora soprattutto quello dell’organizzazione e gestione dei servizi di assistenza a chi è in quarantena o semplicemente, essendo anziano, disabile, solo e fragile, abbisogna di aiuto.

La sfida ora anche fuori dagli ospedali

“Abbiamo unità operative miste tra competenze specialistiche dell’azienda ospedaliera, che escono ad operare sul territorio, medici di base e operatori della rete socio assistenziale comunale ai quali mi auguro venga riconosciuta pari dignità.  La sfida infatti, oltre che negli ospedali, ora sta giocando in tantissime altre situazioni che sono all’interno delle famiglie oppure delle convivenze, delle comunità delle case di riposo e quant’altro” ha sottolineato Brivio.

“Non mi unisco al coro del sospiro di sollievo”

“La situazione reale va ben oltre i numeri che non ci devono assolutamente illudere” ha aggiunto il sindaco di Lecco. “Io  non mi unisco al coro del sospiro di sollievo. Anzitutto perché i numeri che vengono quotidianamente dati dalla Regione sono sempre in po’ in ritardo rispetto agli accertamenti. Inoltre stanno emergendo situazioni  che non compaiono negli elenchi. Non perché ci sia una lacuna, ma perché si tratta di autodiagnosi di possibile positività che vengono intercettate sul territorio e che esigono le stesse cautele di quarantena. Ebbene questi casi  stanno aumentando in maniera esponenziale insieme al numero delle persone che occorre seguire. E poi ci sono le fragilità nelle fragilità. C’è la sfida dei disabili, degli anziani, dei malati cronici con patologie pregresse che prima erano ben compensate e adesso  diventa difficile gestire”.

C’è poi il problema non secondario di dotare gli operatori dei servizi di assistenza comunali di dispositivi di sicurezza personale adeguati,  “perché stiamo andando nelle case delle persone” ha fatto presente. Il che significa che occorrono mascherine, tute. guanti.   Ma non solo. “Se la situazione dovesse evolve ulteriormente in peggio, ci sarà bisogno di rinforzare anche le competenze” ha concluso Brivio.

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