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In casa immondizia e animali: scoperti dall’Ats due accumulatori seriali

Orrore alle porte di Merate. Ma lo scorso anno casi anche nei pressi di Lecco.

In casa immondizia e animali: scoperti  dall’Ats due accumulatori seriali
Cronaca Lecco e dintorni, 18 Aprile 2018 ore 12:49

Vivevano in casa con enormi quantità di immondizia e centinaia di animali. Scoperti due casi di accumulatori seriali a Roncello e Ronco Briantino. Lo riporta il Giornale di Monza.

In casa immondizia e centinaia di animali: segnalati due accumulatori seriali

Le foto parlano da sole. Immondizia ovunque. Sacchi, vestiti sporchi, non un angolo della casa libero e centinaia di animali custoditi in casa in totale assenza delle principali norme igieniche e sanitarie. Una fotografia raccapricciante che vede coinvolti due appartamenti, uno a Roncello e l’altro a Ronco Briantino (alcuni casi erano già stati segnalati lo scorso anno anche nel vicino lecchese).

In entrambi i casi è intervenuto il Servizio di Igiene Urbana Veterinaria del Dipartimento Veterinario dell’ATS della Brianza. L’intervento è partito a seguito delle diverse segnalazioni di privati cittadini ai Sindaci interessati a causa di inconvenienti igienici legati alla presenza della grande quantità di animali. In particolare odori fastidiosi di feci ed urina, escrementi che invadevano le parti comuni delle abitazioni, disturbo acustico.

 

Una scena raccapricciante

Scenari difficili da dimenticare quelli che si sono trovati davanti gli operatori dell’Ats intervenuti sul posto: cumuli di cose, abbigliamento, stracci ed immondizia di ogni genere rendevano impossibile l’accesso ai locali e l’utilizzo degli spazi. Appartamenti privi delle necessarie forniture domestiche (acqua, gas, corrente elettrica), essenziali per un livello di vita appena dignitoso. E ancora pavimenti cosparsi di feci e urina dei numerosi animali, in stato di malnutrizione e con evidenti sintomi di sofferenza.

Animali affidati ai veterinari

Tutti gli animali presenti nelle due abitazioni sono stati affidati alle cure delle strutture veterinarie dell’Ats. Diverso il discorso per le persone coinvolte: “Gli accumulatori – spiega l’Ats – in questo caso vengono affidati, se necessario, alle cure dei professionisti medici più appropriati. La cosa che più colpisce negli atteggiamenti di queste persone è che, nonostante la situazione di precarietà e di disagio in cui versano, mostrano preoccupazione e spiccata ansia più per gli animali che non per la propria salute”.

Quanti casi?

“Il numero di casi di accumulatori seriali segnalati all’anno è di una decina – prosegue l’Ats – quindi relativamente basso, ma sicuramente risulta sotto stimati rispetto ai casi reali. Questo perché l’ATS rileva il problema solo a seguito di segnalazione e non sempre gli esposti arrivano. Riteniamo però importante segnalare e questa casistica emergente e con forte risvolto sociale.”

Chi sono gli accumulatori seriali

Si chiamano accumulatori seriali, ovvero persone che non sono in grado di disfarsi di nulla e quindi mettono in atto un accumulo incontrollato di qualsiasi cosa, anche dell’immondizia. In questo caso oltre agli oggetti le persone segnalate hanno accumulato nel corso del tempo anche una grande quantità di animali, in particolare cani, gatti, uccelli e roditori, ridotti a vivere in un ambiente malsano e in condizioni davvero raccapriccianti.

Una vita impossibile

Le case degli “hoarders” divengono delle vere e proprie discariche, nelle quali le stesse persone non riescono più a vivere, gli oggetti ed i rifiuti arrivano ad occupare tutte le zone vitali (bagno, cucina, letto), rendendole inaccessibili ed inutilizzabili, con gli ovvi problemi di igiene che ne derivano.

Accumulatori seriali… anche di animali

Una variante degli accumulatori compulsivi è rappresentata, come in questo caso, dagli “animal hoarders”, vale a dire soggetti che accumulano in modo incontrollato animali da compagnia con le ovvie problematiche legate alla incapacità di fornire loro ambiente e cure adeguate.

In questo caso, essendo “l’oggetto accumulato” un essere vivente, le conseguenze del disturbo si aggravano. Agli animali coinvolti vengono a mancare i requisiti minimi di benessere, ovvero un alloggio adeguato per spazio, cibo ed acqua sufficienti, le cure veterinarie necessarie e condizioni igieniche appropriate sia per l’animale che per la persona. Gli animali detenuti sviluppano seri problemi di salute, di malnutrizione e di grave sofferenza psichica.

 

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