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Imprese e agriturismi consegnano a casa: il week-end del I maggio sarà “a km zero”

Sul portale web di Coldiretti Como Lecco sono pubblicati i menu e i prodotti che possono essere ordinati direttamente alle realtà che offrono il servizio sul territorio

Imprese e agriturismi consegnano a casa:  il week-end del I maggio sarà “a km zero”
Cronaca Lecco e dintorni, 29 Aprile 2020 ore 14:37

Dalla pasta fresca alla carne, dai formaggi alle verdure dell’orto, dai piatti di tradizione a una filiera corta che sposa la fantasia. Tutto rigorosamente recapitato a domicilio dagli agriturismi di Terranostra Campagna Amica, che si preparano per il “fine settimana lungo” dell’1-2-3 maggio.

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Non si rinuncia, in nessun caso, al gusto di portare in tavola il territorio: già in queste ore sono attive le prenotazioni per il pranzo di venerdì, sabato e domenica, che le strutture agrituristiche lariane porteranno direttamente a casa dei loro clienti, mentre chi ha deciso di cucinare a casa può contare sulle oltre 50 imprese di Campagna Amica che, nel comprensorio di Como-Lecco, si sono attrezzate per consegnare a domicilio i prodotti della fattoria.

Imprese e agriturismi consegnano a casa: il week-end del I maggio sarà “a km zero”

L’elenco completo delle imprese agricole e degli agriturismi che offrono il servizio di delivery nelle due province è reperibile sul sito https://como-lecco.coldiretti.it/.

 

L’emergenza coronavirus, che ancora terrà tutti seduti alla tavola di casa, ha cambiato solo in parte le abitudini di coloro che non vogliono rinunciare alla buona cucina, anche se si fa pesantemente sentire – sottolinea la Coldiretti – la chiusura forzata al pubblico di ristoranti, trattorie e agriturismi.

In un periodo che ha costretto tutti a industriarsi con le nuove tecnologie, crescono anche gli scambi in videoconferenza da parte dei più giovani con le proprie mamme e nonne per ricevere consigli preziosi e ricette.

Il settore è in ginocchio

Intanto, gli agriturismi lariani sono alle prese con una congiuntura senza precedenti: la crisi è piombata sul collo del comparto come una mannaia, a ridosso della Pasqua, momento iniziale della stagione e della “corsa al rialzo” verso i mesi dell’estate. “Abbiamo lavorato e stiamo lavorando con le consegne a domicilio, ma va da sé che sono numeri non paragonabili a quelli di una normale attività. Il settore è in ginocchio. In più, ancora non sappiamo quali sono le normative che i locali di ristorazione e accoglienza dovranno adottare per poter continuare l’operatività, né quando e come potremo riaprire. E’ una situazione incredibile” commenta Emanuele Bonfiglio, presidente di Terranostra Como Lecco.

Il vertice dell’associazione che riunisce gli agriturismi di Coldiretti è amareggiato: “Lo scorso mese di marzo – dice  Bonfiglio – avremmo dovuto essere presenti all’ITB di Berlino, la principale fiera turistica europea, insieme agli operatori del Lago di Como e alla Camera di Commercio: sarebbe stato il primo passo di una promozione di respiro internazionale per le nostre strutture, considerando che gli stranieri rappresentano un bacino d’utenza primario anche per gli agriturismi lariani, grazie anche e soprattutto agli strumenti informatici che permettono agli utenti di tutto il mondo di prenotare direttamente la loro vacanza. Ora gli scenari cambieranno, almeno nel medio periodo: ci sarà un turismo di prossimità, ripartiremo – speriamo – dal territorio, dall’Italia e dal centro Europa. Ci sarà da fare un lavoro di promozione immane e, nonostante le grandi difficoltà del presente, non potremo permetterci di perdere tempo”.

Coldiretti ha chiesto alla Regione di riconoscere lo stato di calamità per il comparto agrituristico

 

Intanto, Coldiretti ha chiesto alla Regione di riconoscere lo stato di calamità per il comparto agrituristico: un’istanza che arriva dopo quasi due mesi di chiusura forzata a causa dell’emergenza coronavirus che ha portato un impatto negativo sugli agriturismi con picchi fino al -100% di attività che si registrano anche nelle province di Como e Lecco. Lo rende noto l’organizzazione agricola nel sottolineare la necessità di anticipare la ripartenza per queste strutture per le quali è invece previsto un lockdown prolungato fino al mese di giugno, secondo le ultime disposizioni nazionali in vista della cosiddetta “Fase 2”.

Una prospettiva che rischia di compromettere ulteriormente l’attività di molte aziende agrituristiche già colpite dalle cancellazioni delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni), dal blocco delle attività di fattoria didattica, oltre che dalle mancate gite con pranzi fuori casa tradizionalmente legati al periodo primaverile. Per la filiera si tratta di un duro colpo all’economia e all’occupazione, solo in parte attenuato dalla possibilità di vendita diretta a domicilio di prodotti e piatti pronti, che diverse aziende hanno colto e attivato proprio in questo periodo di emergenza.

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