I numeri

Il tempo della tolleranza è finito: pronti i provvedimenti per i primi 202 sanitari no vax

Ats: "Ad oggi sono stati inviati 202 atti di accertamento per mancato obbligo vaccinale a coloro che non hanno risposto alla “prima lettera” (1152) e neanche alla “seconda lettera” e per i quali non risulta avvenuta vaccinazione"

Il tempo della tolleranza è finito: pronti i provvedimenti per i primi 202 sanitari no vax
Cronaca Lecco e dintorni, 02 Agosto 2021 ore 15:04

Il tempo della tolleranza è finito: pronti i provvedimenti per i primi 202 sanitari no vax nel territorio della Ats Brianza e quindi in provincia di Lecco e Monza. Si tratta di professionisti del campo della sanità che operano  che ora rischiano di essere sospesi dal servizio.

Il tempo della tolleranza è finito: pronti i provvedimenti per 202 sanitari no vax

L'obbligo di vaccinarsi  per il  personale che attivo nella sanità, farmacisti compresi,  è stato introdotto dal decreto anti Covid in vigore dal 7 aprile scorso. Per chi non si vaccina è prevista la sospensione dalla mansione (e conseguentemente dallo stipendio) oppure  il trasferimento ad  un altro incarico.

A distanza di quasi quattro mesi il percorso di "moral suasion" dell'Agenzia di tutela della salute è stato effettuato, passo per passo.

"Applicando il principio dell’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie secondo quanto previsto da apposito decreto convertito in legge, ATS Brianza ha inviato circa 3600 lettere a operatori sanitari (di cui 764 medici e 877 infermieri) residenti nelle province di Lecco e Monza. - fanno sapere da via Tubi - I 3600 nominativi sono stati inviati ad ATS da Regione Lombardia che ha incrociato i dati degli iscritti alle professioni verificando l’avvenuta vaccinazione. Di questi sono circa 900 gli operatori sanitari iscritti agli ordini di Lecco, 2500 circa agli ordini di Monza e Brianza. La lettera chiede conferma delle mancata vaccinazione ed il motivo (per esempio un esonero sanitario in caso di accertato pericolo per la salute o per una recente positività al virus) o, chiaramente, documentazione di avvenuta vaccinazione, o prenotazione effettuata".

Ad oggi  sono già state inviate 1152 “seconde lettere” a coloro i quali era stata inviata “prima lettera” attraverso un indirizzo di posta certificata  e che non hanno risposto entro i 7 giorni dal ricevimento della comunicazione ufficiale. e che non risultano ancora vaccinati/prenotati.

In questi giorni si stanno anche analizzando le risposte ricevute alla “prima lettera”, così da verificare se documentazione esibita è corretta o occorre procedere con la “seconda lettera”. Questa “seconda lettera” è un invito formale ad assolvere l’obbligo entro 7 giorni.

Cosa succede ora ai sanitari no vax?

Nei confronti di chi non risponderà verrà fatta segnalazione all’ordine professionale al quale risultano iscritti e al datore di lavoro. Il provvedimento del Governo prevede che sia infatti  l’Ordine a sospendere  l’iscritto mentre è compito del datore di  lavoro cambiare mansione al dipendente individuando un incarico (un luogo o ruolo)  non ritenuto a rischio contagio . Là dove questo non fosse possibile scatta quindi la sospensione senza retribuzione.

"Ad oggi sono stati inviati 202 atti di accertamento per mancato obbligo vaccinale a coloro che non hanno risposto alla “prima lettera” (1152) e neanche alla “seconda lettera” e per i quali non risulta avvenuta vaccinazione. L’atto è stato inviato all’interessato e all’ordine di appartenenza e, con separato invio, al datore di lavoro, ove presente".

Un numero ufficiale quindi, ma non definitivo, che potrebbe quindi ulteriormente salire.

Il Ministro Speranza difende convintamente l'obbligo vaccinale

Quello dell'obbligo vaccinale è un provvedimento che è stato difeso solo poche settimane , proprio nel Lecchese, dal ministro alla salute Roberto Speranza giunto a Merate e Lecco per visitare gli ospedali Mandic e Manzoni.

"Noi abbiamo scelto la strada di una norma molto chiara: la vaccinazione obbligatoria per chi opera nei luoghi della salute - ha dichiarato convintamente il ministro fuori dall'ospedale di Merate -  Credo che questo sia giusto e dobbiamo lavorare perchè quella norma venga pienamente rispettata".