Cronaca
In Basilica

Giovedì a Lecco l'addio a papà Alessandro Redaelli, annegato nel Lago di Garda

La città si fermerà per l'ultimo tributo a "Reda"

Giovedì a Lecco l'addio a papà Alessandro Redaelli, annegato nel Lago di Garda
Cronaca Lecco e dintorni, 26 Luglio 2022 ore 07:47

Giovedì Lecco, la sua Lecco ancora incapace di credere che lui non ci sia più, si fermerà per dirgli davvero addio. Verranno celebrati il 28 luglio alle 10.45 nella Basilica di San Nicolò i funerali di Alessandro Redaelli, giovane papà annegato nel Lago di Garda.

Giovedì a Lecco l'addio a papà Alessandro Redaelli, annegato nel Lago di Garda

41 anni, due figli piccoli, luce dei suoi occhi, "Reda" come tutti a Lecco lo chiamavano, è morto in un abbraccio  mortale delle acque del lago dove si era tuffato il 17 luglio scorso per non riemerge più. La sua salma, dopo giorni di angoscianti ricerche è stata individuata e recuperata due giorni fa, nel pomeriggio di domenica 24 luglio 2022.

Originario di Lecco ma residente dal 2021 a Desenzano del Garda, Redaelli era nato e cresciuto nel rione di Acquate. D ragazzo si era diplomato al Badoni e poi laureato al Politecnico. Si era poi trasferito in una villetta schiera a Laorca insieme a Sabrina Maggi , 36 anni, mamma delle sue due bambine di 5 anni e 6 mesi e sua compagna dal 2013.

Poi nel 2019 il 41enne - per diversi anni responsabile di produzione della Gilardoni Raggi X di Mandello - aveva iniziato a lavorare per la Molteni & Dada di Giussano e aveva colto l’opportunità di uno spostamento nella zona del Garda.

Dopo aver fatto il pendolare per un po’ - lo scorso anno - aveva messo in vendita la villetta di via Guggiarolo e si era trasferito definitivamente a Desenzano con la famiglia. Anche perché Redaelli aveva una grande passione per il lago: era un sub esperto e amava andare in barca. E proprio sul suo natante, domenica 17 aveva trascorso una splendida giornata.

Poi il tuffo e la tragedia che ha strappato un giovane e generoso papà dalle braccia delle perone che gli volevano bene. Come detto le ricerche, partite immediatamente dopo la tragedia, sono proseguite per una settimana, fino al tragico epilogo di due giorni fa.

Ad avvistare il corpo del lecchese - che galleggiava in superficie non lontano dal drammatico tuffo - è stata una barca di passaggio. La salma è stata quindi portata con una idroambulanza nel porto di Desenzano per il riconoscimento.

Il dolore

Una scomparsa quella di "Reda" che ha sconvolto la comunità lecchese. Tantissimi i ricordi, gli omaggi, le attestazioni di stima e affetto. E sicuramente giovedì la pur grande Basilica di Lecco sarà incapace di contenere tutte le persone che vorranno dirgli addio.

 

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