Fiorenzo Magni fascista divide Brianza e Toscana

Il grande ciclista a Monticello è ricordato da tutti come grande uomo di sport. Ma la sua terra d'origine non lo perdona

Fiorenzo Magni fascista divide Brianza e Toscana
07 Novembre 2017 ore 11:00

Fiorenzo Magni fascista. Anzi no. La figura dell’indimenticato Leone delle Fiandre sta generando uno scontro a distanza tra le istituzioni toscane e brianzole. Le prime infatti non gli perdonano un passato controverso, che indica Magni quale complice dell’uccisione di alcuni partigiani a Valibona. Le seconde – Monza e Monticello su tutte – lo ricordano come un grande uomo di sport, che ha scritto la storia del ciclismo.

La figura di Fiorenzo Magni continua a dividere

In questi giorni a Vaiano, dove Magni è nato nel 1920, la semplice idea di dedicare una pista ciclabile a Prato al campione, ha riacceso gli animi dei suoi detrattori. Risollevando un caso vecchio di 70 anni, quello appunto che indica Magni come presente all’uccisione di alcuni partigiani a Valibona. E in qualche modo sui giornali toscani è ripartito un processo, questa volta mediatico, al campione. In Brianza però c’è chi lo difende.

Tutti i particolari della vicenda e le dichiarazioni di istituzioni e familiari sul Giornale di Merate in edicola da martedì 7 novembre

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