Figlia sorda salva la vita alla madre grazie all’app Where Are U

La figlia non ha perso tempo e ha attivato l’app dell’Areu (Agenzia regionale emergenza e urgenza).

Figlia sorda salva la vita alla madre grazie all’app Where Are U
Lago, 04 Febbraio 2020 ore 15:10

Figlia sorda salva la vita alla madre grazie all’app del 112 Where Are U.

Figlia sorda salva la vita alla madre grazie all’app del 112

Salvare la vita attraverso un app si può. A dimostrarlo, l’episodio avvenuto ieri a Milano.  Come riportano i colleghi del giornaledeinavigli.it una storia che poteva avere un finale drammatico ma per fortuna tutto è andato per il meglio, proprio grazie all’utilizzo dell’app “Where Are U”.

Grazie all’app Where Are U

La richiesta di soccorso urgente è arrivata alla centrale operativa ieri mattina, proprio dalla applicazione. A lanciare l’allarme, una donna sorda che, non potendo chiamare telefonicamente i soccorsi, ha richiesto così aiuto per la madre che si sentiva male, anche lei non udente. La donna ha avvisato la figlia, residente in un altro quartiere della città, del malore in corso e della richiesta di aiuto. La figlia non ha perso tempo, ha attivato l’app dell’Areu (Agenzia regionale emergenza e urgenza) e cliccato

sull’icona della chat, con la quale si avvia una conversazione con un operatore di primo soccorso.

L’arrivo dei soccorsi che hanno salvato la vita alla donna

Una possibilità studiata per prestare soccorso non solo alle persone sorde, ma anche per chi si trova sotto minaccia e non può contattare il 112 telefonicamente. In pochi minuti, un’ambulanza ha raggiunto l’abitazione della donna in pericolo e l’ha portata di corsa all’ospedale Niguarda dove il personale medico l’ha presa in cura. Per fortuna, non si trova in pericolo di vita, proprio grazie alla prontezza della figlia e all’uso dell’applicazione.

App  Where Are U molto in voga dopo il caso dell’escursionista francese

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Un sistema attivo da diverso tempo ma che ha suscitato interesse e un boom di installazioni sui propri dispositivi dopo il caso del giovane escursionista francese Simon Gautier, morto la scorsa estate perché, caduto in un dirupo, non riusciva a farsi localizzare dai soccorsi. L’app, infatti, consente di inviare un messaggio di aiuto con la localizzazione precisa, in modo da aiutare i soccorritori a raggiungere in poco tempo l’esatto punto da dove è stato lanciato l’sos.

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