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Enti Locali in difficoltà: il Comune di Lecco si unisce nell’appello al Governo

Il testo completo della lettera sottoscritta.

Enti Locali in difficoltà: il Comune di Lecco si unisce nell’appello al Governo
Cronaca Lecco e dintorni, 11 Aprile 2020 ore 10:17

Il Comune di Lecco lancia un appello al Governo e al Parlamento per la mancanza di risposte rispetto alla crisi finanziaria degli Enti Locali.

Comune di Lecco: l’appello al Governo

Anche il Comune di Lecco ha aderito all’appello indirizzato al Governo e al Parlamento dai sindaci e dai presidenti delle Province italiane, lanciato dopo l’abbandono, da parte di ANCI e UPI, del tavolo della conferenza unificata di mercoledì, per una mancanza di risposte rispetto alla crisi finanziaria degli Enti Locali.

La lettera

Di seguito il testo completo della lettera sottoscritta: Senza i Comuni l’Italia crolla.

Bene il Governo su tutta l’emergenza Covid19 ma ora serve un Cura Città da 5 miliardi e semplificazione totale nel decreto di aprile.

I Comuni italiani stanno dando una risposta straordinaria all’emergenza coronavirus, con i sindaci in prima linea su tutte le difficoltà sociosanitarie ed economiche.

Ma non è chiara ancora a tutti la condizione economica drammatica dei Comuni; per questo il gesto dei colleghi Decaro e De Pascale, che hanno abbandonato la conferenza unificata come segno di protesta, era inevitabile. Ad ANCI e UPI va quindi il nostro pieno sostegno e un ringraziamento per il grande lavoro che stanno svolgendo.

I Comuni, così come le Province e le Città Metropolitane, stanno subendo la crisi esattamente come le imprese e le famiglie perché non hanno più entrare fiscali e tariffarie e le vedranno fortemente diminuite per tutto il 2020. Non riscuotono più la tassa di soggiorno, le rette di nidi e asili, l’occupazione di suolo pubblico, le tariffe dei parcheggi, la Tari, le imposte collegate all’auto, i ricavi dagli ingressi dei musei comunali, i bus turistici, vedranno ridotte le entrate dall’addizionale Irpef comunale, imposte di pubblicità, ecc.

È inoltre presumibile anche alcune di queste entrate mancheranno anche per il bilancio 2021, specie le entrate derivanti dal turismo. 

Stessa cosa avviene per le società partecipate, con ripercussioni sui bilanci dei Comuni e nei servizi ai cittadini, e ciò produrrà minori dividendi per i Comuni soci delle stesse.

E, a differenza dello Stato, noi non possiamo fare bilanci in deficit.

I Comuni, nonostante ciò, stanno dando prova di grande efficienza e velocità, come nella distribuzione immediata di 400 milioni di buoni spesa alle famiglie più in difficoltà. Ad appena 10 giorni dal decreto, almeno 2 milioni di famiglie hanno già ricevuto il voucher per la spesa.

Serve quindi nel decreto di aprile un’azione shock sugli enti locali, con almeno 5 miliardi di euro stanziati e poteri speciali per i sindaci nel 2020 per far ripartire i cantieri e velocizzare gli investimenti.

Se saltano gli enti locali salta la coesione sociale e il Paese, mentre invece i sindaci devono diventare le 8 mila colonne sulle quali far poggiare la ricostruzione del Paese.

Serve quindi un intervento da 5 miliardi di euro da ripartire tra:

  1. Fondo speciale da ripartire tra Comuni, Province e Città metropolitane a copertura delle mancate entrate sopra citate;
  2. Avanzi liberi per tutti;
  3. Portare il fcde (Fondo crediti di dubbia esigibilità) al 60%.

Inoltre, è fondamentale istituire la figura del “sindaco semplificatore” per la ricostruzione e la sburocratizzazione generalizzata.

Servono poteri speciali ai sindaci in deroga al Codice degli Appalti e alle sovrintendenze per velocizzare al massimo le opere più importanti e la ripartenza dei cantieri.

Ci rivolgiamo quindi al Presidente Conte e al Governo. Siamo uniti e in prima linea con voi, ma metteteci in condizione di salvare la coesione sociale ed essere protagonisti della fase 2 e della ricostruzione.

Se prendiamo la vicenda dei buoni spesa o il ponte Morandi, i sindaci hanno dimostrato velocità, competenza e affidabilità. Tutte caratteristiche fondamentali per il nostro Paese in questa fase storica emergenziale. Noi ci siamo, a servizio del Paese.

Sulla base di queste considerazioni ribadiamo il massimo supporto all’iniziativa dei presidenti di Anci e Upi e auspichiamo che il positivo tavolo istituzionale aperto oggi possa avere un esito chiaro che risponda alle nostre richieste.