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Don Carlo Faccendini abate a Sant’Ambrogio

Negli anni Ottanta ha dato una mano in oratorio a San Zeno con l'allora parroco don Agostino

Don Carlo Faccendini abate a Sant’Ambrogio
Cronaca 09 Novembre 2017 ore 15:19

L’ingresso ufficiale a Milano il 12 novembre

Don Carlo Faccendini, un passato a San Zeno

Ci sarà anche una delegazione olgiatese domenica prossima, 12 novembre, per suggellare l’ingresso ufficiale di don Carlo Faccendini quale abate di Sant’Ambrogio a Milano. Nato a Robecco sul Naviglio il 5 marzo 1952, ordinato sacerdote nel 1976, don Carlo è stato un volto noto nella parrocchia olgiatese di San Zeno negli anni Ottanta quando don Carlo era in servizio al seminario di Villa Perego a Merate. Nel fine settimana, e in particolare la domenica, il sacerdote era una presenza fissa in oratorio dando una mano a don Agostino. Per i giovani e le famiglie con bambini piccoli, don Carlo era infatti un punto di riferimento e un sacerdote capace di trasmettere, con umiltà e passione, tanti valori. Diventato poi monsignore, don Carlo è stato capace di mantenere i rapporto con San Zeno. Aveva infatti preso parte alla presentazione di un volume dedicato a tutti i sacerdoti in funzione nella parrocchia ora amministrata da don Giancarlo Cereda, partecipando anche a diverse vie Crucis.

Nominato da Scola

Don Carlo è stato designato nuovo abate di Sant’Ambrogio il 26 giugno 2017 dall’allora cardinale di Milano monsignor Angelo Scola. Ha preso il posto di sua eccellenza monsignor Erminio De Scalzi. Un incarico che non interferirà con quello di vicario episcopale della zona di Milano che don Carlo sta svolgendo già da diversi anni.

La basilica di Sant’Ambrogio

L’importanza della basilica meneghina è ben nota. Si radica nella sua grande tradizione storica legata a Sant’Ambrogio, ai Santi Gervaso e Protaso, a luogo di presenza di clero secolare e monacale e possiede un peso rilevante nei mondi della cultura, dell’arte e della convivenza civile. Il programma di domenica prevede la celebrazione della messa alle 10.30 in basilica e dopo un momento di ritrovo con don Carlo.

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