Curiosità: collezione da record con… 1.200 mignon

Viaggiando e passando al setaccio i mercatini, il mandellese Ciro Raffone ha messo insieme un'invidiabile collezione.

Curiosità: collezione da record con… 1.200 mignon
Lago, 11 Gennaio 2020 ore 11:00

Un collezionista a tutto tondo, un hobbista, un artigiano e anche volontario impegnato nel sociale: Ciro Raffone, settantenne mandellese, non ha di certo incrociato le braccia dopo la meritata pensione. Una vita ricca di tanti impegni la sua, nella quale riesce a dedicare del tempo alla più grande e vera passione, quella per il collezionismo. Ciro possiede infatti più di 1200 mignon, le bottigliette in miniatura che contengono liquori di marca.

Curiosità: collezione da record con… 1.200 mignon

Per esporle ha adibito appositamente una stanza della sua abitazione. E alcune sono davvero speciali. «Tra i pezzi più pregiati – racconta Ciro – ci sono gli “Unicum Zwack”, un amaro ungherese che risale all’800 e un “Vecchia Romagna Brandy”. Alcune possono valere anche qualche centinaia di euro, soprattutto le bottigliette chiuse con la ceralacca, l’unico modo che si conosceva prima dell’utilizzo dei tappi». In realtà, come spiega la moglie Teresa, con la quale condivide questo passatempo, il valore non è tanto economico quanto affettivo: «Ogni liquore ci ricorda dove lo abbiamo comprato, con chi eravamo e in quale occasione, ed è questa la cosa preziosa e che ci tiene così legati a questa collezione». Tanti esemplari sono arrivati in regalo dalle figlie, da conoscenti e amici, altri invece sono souvenir di viaggi o di vacanze, altri ancora sono stati scovati nei mercatini dell’antiquariato, luogo nel quale la collezione è iniziata quasi per caso. «Quando vivevo a Napoli, mia città natale, avevo l’abitudine di girare per mercatini con mio fratello e acquistare i mignon che più mi piacevano, poi, negli anni 80 e 90, pur essendomi trasferito da tempo a Mandello per lavoro, ho continuato questa abitudine di andare alla ricerca di pezzi pregiati. La collezione si è così ampliata e conta anche dei “doppioni” con i quali fare degli scambi con altri collezionisti».

Pezzi davvero particolari

Le intere serie di «Rosso Antico», dello «Stock 84» ma anche dei vari «Campari» e «Martini» campeggiano sulle mensole e in una bella vetrinetta che ha costruito lo stesso Ciro, dato che ama passare il suo tempo anche a lavorare il legno, restaurando mobili e creando bellissimi presepi, con materiali di recupero come tegole di cotto, oppure vere e proprie casette curate nei minimi dettagli. Un’altra sua collezione è quella completa delle monete da 500 lire.
«Non riesco mai a stare fermo», ammette Ciro sorridendo, raccontando anche l’altra attività che lo tiene impegnato durante l’anno: il volontariato. Aiuta la moglie, impegnata come accompagnatrice nei pellegrinaggi a Lourdes organizzati dall’«Unitalsi», e inoltre, con altri amici, sostiene un ragazzo disabile originario di Chernobyl e legatissimo alla sua famiglia, tanto che ogni anno, proprio durante le festività natalizie, trascorrono alcuni giorni insieme in Italia. Ciro è il chiaro esempio che non è mai troppo tardi per fare del bene e coltivare le proprie passioni e che una volta giunti alla pensione si possono spalancare davvero le porte di una seconda vita, ancora più attiva e appassionata.

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