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La finestra di Marco Calvetti

Covid: seppellire il mugugno e investire su vaccini e pazienza

Non fissiamoci sul galateo e suoi protocolli, ma porgiamo il braccio per il vaccino e formiamo, non solo idealmente, una catena solidale capace di scacciare l’angoscia di questi chiari di luna. Quelli sì cupi e minacciosi.

Covid: seppellire il mugugno e investire su vaccini e pazienza
Cronaca Lecco e dintorni, 15 Aprile 2021 ore 16:17

Di Marco Calvetti

Proviamo a deporre l’ascia della lamentela, dell’intolleranza, dei nervi scoperti e investiamo sulla faccia meno oscura della luna. Ve lo suggerisce uno che, nella professione, ha fatto della polemica lo sport preferito e preferisce il pepe alle cronache insipide.

Travolti dalla pandemia, siamo in balia della precarietà su molteplici fronti, persino della scienza, con i virologi vestiti da cartomanti e i politici costretti a scolorire le loro bandiere e a giocare le loro fiches sul rosso, l’arancione, il giallo.
C’è pero una luce che riscatta e illumina l’umanità intera: è il vaccino scoperto a tempo di record e che ha messo in ginocchio il Covid, mentre per altre patologie come il cancro e l’Aids su tutte, si annaspa e si progredisce solo sul terreno delle terapie.

Allora a me stona il mugugno per un ritardo, per una falla nell’organizzazione, per uno spostamento di qualche chilometro, quando le vaccinazioni sono l’unico antidoto per vivere e sopravvivere, l’ancora di salvezza per sé e per gli altri.
Capisco l’irritazione per un disguido, per la “marca” del vaccino, ma a me pare che nel Lecchese la campagna stia procedendo con efficacia e a buon ritmo.
Certo sarebbe seccante mettersi in auto per centro chilometri, diretti alla casa del diavolo, quando c’è un polo a portata di mano, ma non andrei su tutte le furie se dovessero vaccinarmi a Barzio, com’è capitato a qualcuno.

In fondo non c’è anziano che d’estate non faccia una capatina in Valsassina anche soltanto per una boccata d’aria. Così come andrebbe risolto il contenzioso tra sindaci e Regione, secondo il dogma che ora è fondamentale il numero delle vaccinazioni e non il luogo della iniezione salvifica.
Se la fiducia diventa contagiosa, muta anche il clima sociale e predispone le condizioni per la ripresa.

Non fissiamoci sul galateo e suoi protocolli, ma porgiamo il braccio per il vaccino e formiamo, non solo idealmente, una catena solidale capace di scacciare l’angoscia di questi chiari di luna.
Quelli sì cupi e minacciosi.