Coronavirus, mascherine esaurite nel Lecchese

"Le mascherine? Inutili"- E’ netto il giudizio del dottor Andrea Braguti, presidente di Federfarma Lecco, testimone diretto della psicosi da Coronavirus che in questi giorni si è scatenata in tutto il territorio lecchese.

Lecco e dintorni, 31 Gennaio 2020 ore 09:05

“Le mascherine? Inutili”- E’ netto il giudizio del dottor Andrea Braguti, presidente di Federfarma Lecco, testimone diretto della psicosi da Coronavirus che in questi giorni si è scatenata in tutto il territorio Lecchese. La paura del contagio ha colpito tanti e oggi, venerdì 31 gennaio 2020, con l’ufficializzazione dei due primi casi accertati in Italia, due cittadini cinesi arrivati a Malpensa lo scorso 23 gennaio e ora ricoverati all’istituto Spallanzani, la situazione potrebbe peggiorare.

Coronavirus, mascherine esaurite nel Lecchese

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“Le mascherine monovelo, quelle delle assistenti alla poltrona dei dentisti, per intenderci, hanno pori talmente larghi che non hanno nessun effetto contro un virus, men che meno di quel tipo – ha argomentato il noto farmacista lecchese – Diciamo che hanno lo stesso effetto di una sciarpa o poco più. E’ successo lo stesso di quanto accaduto qualche anno quando si era scatenato il panico per la Sars: già da qualche giorno la maggior parte delle farmacie ha esaurito le scorte di mascherine, anche perché difficilmente se ne tengono molte in giacenza, non essendo un presidio così diffuso”.

Il dottor Andrea Braguti

La psicosi

Nonostante siano poco efficaci, potrebbero non risultare inutili per chi frequenta luoghi molto affollati come gli aeroporti. «Se uno viaggia molto e gira per aeroporti sicuramente una mascherina aiuta a proteggersi un po’ di più, ma in questi giorni le farmacie sono state prese d’assalto da persone che svolgono una vita del tutto normale, in un contesto urbano. Del resto siamo in Italia e l’italiano medio si fa prendere spesso dalle psicosi di questo tipo. Anche noi lecchesi non facciamo eccezione».

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Le conseguenze economiche dell’allarme Coronavirus

Il rischio è che la fobia da Coronavirus mandi ko le imprese cinesi a Lecco e più in generale in Italia. Per Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: «Le attività di imprenditori cinesi, per la maggior parte sono ditte individuali, sono cresciute in cinque anni. In molti casi si tratta di imprese specializzate in alcuni settori, tra cui i servizi alla persona. I prodotti e servizi spesso sono dedicati alla comunità di appartenenza e contribuiscono a creare proposte nuove di mercato per gli stessi italiani. Purtroppo in questi giorni cresce l’allarme per l’emergenza del virus che si sta propagando dalla Cina. C’è un’elevata allerta, che però sta avendo un effetto non sempre giustificato sui comportamenti quotidiani. Si rischia infatti di vedere un impatto negativo sul business della componente cinese della nostra economia».

Le ditte cinesi a Lecco

A Lecco le ditte individuali con titolare cinese sono 81, pesano lo 0,7% sul totale delle ditte con titolare unico in provincia (circa 12 mila), meno rispetto alla media italiana di 1,7%. Sono in forte calo, -6,9% in un anno, ma crescono del 26,6% in cinque anni, di più rispetto alla crescita italiana. Erano infatti 87 un anno fa e 64 cinque anni fa. Le donne sono più degli uomini, 44 titolari rispetto a 37 maschi. Principale settore la ristorazione con 25 ditte, che pesano il 3,2% su tutte le ditte individuali nella ristorazione a Lecco, poi il commercio con 19 ditte e un peso pari a 0,6% e i servizi alla persona con 25 e un peso pari a 2,7% sulle ditte lecchesi del settore, sempre individuali. Sono 7 le imprese nel manifatturiero con un peso pari a 0,6%

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