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Coronavirus, grazie a volontari e operatori la solidarietà non si è fermata

Il bilancio della Caritas Ambrosiana nella prima settimana di emergenza

Coronavirus, grazie a volontari e operatori la solidarietà non si è fermata
Cronaca 29 Febbraio 2020 ore 09:02

Grazie alla collaborazione dei volontari e degli operatori di Caritas Ambrosiana la solidarietà agli ultimi non è venuta meno nonostante le misure di sicurezza imposte dalle autorità civili per contrastare il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus.

Coronavirus, grazie a volontari e operatori la solidarietà non si è fermata

Gli otto Empori della Solidarietà della Diocesi e quattro botteghe sono rimasti aperti durante tutta la settimana. Per evitare code o assembramenti nei punti di distribuzione, lunedì, seguendo le disposizioni della Caritas Ambrosiana, i volontari hanno consegnato ai bisognosi biglietti con l’orario al quale si sarebbero dovuti presentare per il ritiro della spesa nei giorni successivi. Si stima che in questo modo siano stati distribuiti in media al giorno 3,5 quintali di generi alimentari a 200 persone, in maniera ordinata. I volontari non hanno segnalato nessuna assalto agli scaffali: ognuno ha preso ciò di cui aveva bisogno rispettando i turni. Pasta, pelati, sughi in scatola i prodotti più richiesti.

I dati

Al Refettorio Ambrosiano, di piazza Greco 11, come stabilito, volontari e operatori hanno confezionato lunch box. Ogni box conteneva un piatto caldo (in genere un primo), una porzione di verdura, frutta, pane e dolci che gli ospiti hanno potuto consumare individualmente o in piccoli gruppi. In media sono stati 90 i pasti al giorno offerti in questo modo agli ospiti.

Di questi 50 sono stati recapitati direttamente al Rifugio Caritas che è rimasto aperto. Nel dormitorio notturno gestito da Caritas Ambrosiana in via Sammartini, nei pressi della Stazione Centrale, da martedì è stato allestito anche un presidio sanitario, realizzato da operatori e medici volontari, che ha fatto da filtro all’ingresso. Gli ospiti al momento sono 54, poco meno della capienza massima (60 persone).

Nei 380 centri di ascolto diffusi nelle parrocchie della Diocesi e negli sportelli presso i servizi centrali (Servizio accoglienza milanese, Servizio Accoglienza Immigrati, Servizio orientamento al lavoro – Siloe) i colloqui continuano ad essere svolti ma su appuntamento. Benché il numero delle persone raggiunte da questi servizi sia elevato (circa 4mila persone al giorno), la media degli accessi giornalieri per ogni singolo sportello è intorno alla decina, quindi gestibile, secondo le indicazioni di tutela date dalle autorità pubbliche.

Il lecchese Luciano Gualzetti

«Voglio esprimere la mia grande gratitudine a tutti gli operatori e volontari che con grande generosità non hanno fatto venire meno la loro vicinanza alle persone più in difficoltà. In questo momento così difficile siamo chiamati a mettere in atto tutte quelle misure necessarie a tutela dei volontari e degli operatori, senza lasciare soli i nostri ospiti che rischiano di subire le conseguenze peggiori di questa emergenza», ha commentato il lecchese Luciano Gualzetti.

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