Cronaca
Dolore

Comunità in lutto per la scomparsa di Don Ermanno

Parroco dal 1955 al 2007 era stato professore del Cardinal Scola, dell'ex ministro Castelli e di Roberto Formigoni

Comunità in lutto per la scomparsa di  Don Ermanno
Cronaca 05 Dicembre 2021 ore 11:18

Per mezzo secolo è stato la guida spirituale della comunità, una presenza costante, illuminata. Sacerdote, artista, docente: Galbiate piange la scomparsa di un grande uomo, don Ermanno Dell'Acqua, parroco a Bartesate dal 1955 al 2007 e poi prete residente con incarichi pastorali.

Comunità in lutto per la scomparsa dello storico parroco e professore Don Ermanno Dell'Acqua

Don Ermanno, classe 1931, originario di San Vittore Olona in provincia di Milano, era  arrivato a Bartesate quando aveva solo 22 anni e accanto al suo ruolo di parroco, per quasi tutta la vita, aveva rivestito quello di docente nelle scuole lecchesi. Prete di tutti, artista profondo,  professore (tra i suoi alunni l'ex ministro Roberto Castelli, l'ex governatore di Regione Lombardia Roberto Formigoni e  il Cardinale Angelo Scola, "Era uno studente formidabile quando frequentava il liceo classico, fortissimo sia in filosofia che in greco. Lo chiamavano tutti testa rossa, per via dei suoi capelli e che ci crediate o no a quei tempi era un socialista, un "nenniano" come il suo papà" aveva raccontato in una intervista al Giornale di Lecco), il religioso si è spento venerdì lasciando un grande vuoto.

Don Ermanno Dell'Acqua, cittadino benemerito di Galbiate

Una figura molto amata quella di don Hermann, come veniva affettuosamente chiamato dai fedeli, tanto che nel 2013 era stato anche insignito della benemerenza cittadina per la sua attività educativa e spirituale nella frazione.

La passione per la pittura

Don Ermanno era anche pittore: nel 2013 aveva partecipato ad  un concorso d'idee bandito dalla diocesi di Milano.  Aveva proposto per l'occasione un disegno che rappresentava una coppia in cima al mondo vicino a Gesù risorto.

La sua passione per la pittura era nata nel 1996, in un momento di estrema difficoltà. "Ho iniziato subito dopo un'operazione al cervello - aveva raccontato - Dipingere mi rilassava". Particolari ed emozionati le sue opere:  tutti ritratti di don Ermanno avevano un particolare in comune «Non dipingo praticamente mai gli occhi, il naso e la bocca delle persone. Non ritraggo le loro espressioni. Mi piace spiegare questa scelta dicendo che è colui che guarda il quadro ha il compito di costruire, con il suo cuore e i suoi occhi, il volto che ha davanti... In realtà qualcuno dice che la mia è solo una bugia e che io non so so disegnare i volti , ma non è vero!".