Cisl Lecco interviene sulle pensioni: l’aumento c’è ma non per tutti

Gi incrementi promessi dipendono da un meccanismo di rivalutazione fissato dal ministero dell'Economia che non è uguale per tutti

Cisl Lecco interviene sulle pensioni: l’aumento c’è ma non per tutti
Lecco e dintorni, 24 Gennaio 2018 ore 14:35

Cisl Lecco interviene sulle pensioni: l’aumento c’è ma non per tutti

Pensioni, le brutte sorprese

C’è chi ha controllato l’importo della rata di gennaio ed è rimasto deluso. Perché il primo versamento del nuovo anno non comprendeva l’aumento annunciato. Una sorpresa negativa che ha spinto numerosi pensionati brianzoli dell’Inps a rivolgersi agli sportelli della Fnp Cisl Monza Brianza Lecco. Ma non c’è stata comunque nessuna dimenticanza o qualche errore di calcolo. Per evitare equivoci è necessario considerare bene il meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici applicato dal ministero dell’Economia.

La legge

Con la Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 2017 il relativo decreto ha determinato la perequazione automatica delle prestazioni pensionistiche per il 2018, oltre al valore definitivo di perequazione per il 2017. La percentuale di variazione definitiva per il 2016 riguardante le pensioni erogate nel 2017 è pari a 0,0%. Perciò non sono previsti arretrati o conguagli per questo periodo. Per il 2017, invece, la variazione provvisoria è stata fissata nella percentuale del 1,10%: quindi le pensioni in pagamento dal 1° gennaio sono state rivalutate applicando questo aumento.

L’esempio pratico

Ed è qui che una precisazione va fatta per evitare fraintendimenti. Va subito evidenziato come, per i titolari di più pensioni, la rivalutazione consideri il reddito complessivo. “Generalmente – sottolinea Stefano Buzzi, responsabile welfare Cisl Monza Brianza Lecco – la gente pensa che la rivalutazione dell’1,10% sia uguale per tutti. La legge tiene invece conto del reddito complessivo. Più questo sarà alto, tanto minore sarà la rivalutazione. Un assegno mensile di 2.510 euro lordi, per esempio, avrà una rivalutazione pari al 50% dell’1,10%, ovvero dello 0,55%”.

L’annunciata rivalutazione

Tutti i titolari di trattamento pensionistico, inoltre, a gennaio non hanno ricevuto l’annunciata rivalutazione. E questo perché l’Inps con la prima mensilità del nuovo anno ha proceduto al recupero della variazione negativa relativa al 2015 dello 0,1% dovuta alla differenza tra la percentuale previsionale (0,3%) e quella definitiva (0,2%) della perequazione già riconosciuta sulle pensioni del 2015. Il recupero, congelato nel biennio 2016-2017 per la mancata inflazione, è stato applicato nel 2018. I titolari di pensione minima, per esempio, avrebbero dovuto trovare un assegno di 507,42 euro. Hanno invece ricevuto un assegno di 502 euro.

E a febbraio?

Con la rata di febbraio i titolari di pensione minima riceveranno la rata effettiva comprensiva degli aumenti dovuti per il 2018. Il mese prossimo tutte le pensioni saranno adeguate in base all’indice di rivalutazione. La Legge di stabilità 2018 ha anche stabilito che il giorno di pagamento delle pensioni sarà il primo giorno utile e bancabile, cioè non festivo.

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