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Chiude L’Azzeccagarbugli, storico ristorante del salotto buono di Lecco

"La verità la sa chi la cerca. Noi eravamo tutto questo, noi resteremo questo. Non qui"

Chiude L’Azzeccagarbugli, storico ristorante del salotto buono di Lecco
Lecco e dintorni, 01 Settembre 2019 ore 11:17

Una doccia fredda per tanti. Una notizie che è passata di bocca in bocca grazie a un volantino che, pur non chiarendo i motivi alla base della decisione, lascia trapelare amarezza e un senso di impotenza. Stiamo parlando della chiusura dell’Azzeccagarbugli, storico ristorante del salotto buono di Lecco, in piazza XX Settembre, del  general manager Filippo Colombo.

Chiude L’Azzeccagarbugli

Il volantino in questione lascia trapelare la decisione, forse non voluta dai gestori di, abbassare le serrande del locale aperto una ventina di anni fa nella piazza più viva, e forse la più bella di Lecco. Leggendo tra le righe della “lettera aperta” scritta da “un cameriere dell’Azzeccagarbugli” si intuisce per altro che la chiusura possa essere, in realtà un trasferimento. “La verità la sa chi la cerca” si legge nel volantino che apre a diversi scenari. “Noi eravamo tutto questo, noi resteremo questo. Non qui”.

La lettera

Ecco il testo integrale

“L’Azzecca non è solo un ristorante, non sono solo le mura, i mobili, la cucina o soltanto una società. L’Azzecca sono le persone che ci lavorano, i clienti abituali e quelli di passaggio. Un modo di fare e di essere. Siamo i sorrisi, le lacrime, i momenti stressanti e quelli più rilassati. Sono le corse con i piatti in mano, il campanello della cucina che suona all’impazzata, le persone che si lamentano, quelle che si congratulano. Non ci siamo arresi, non siamo andati via, non eravamo stanchi. La verità la sa chi la cerca. Noi eravamo tutto questo, noi resteremo questo. Non qui. Grazie a tutti i colleghi, i vicini, gli altri bar e ristoranti. Grazie a tutti i clienti che fino ad ora ci hanno sostenuto e quelli di passaggio che felici o meno sono passati da noi.
Grazie a voi che vi siete fermati a leggere. Un cameriere dell’Azzeccagarbugli”.