Cronaca
Varenna

Castello di Vezio, scassinate le voliere: ritrovato morto uno dei rapaci "liberati"

Il dolore del maestro falconiere Nicola Castellano che accudisce gli animali da 16 anni: "Auguro a chiunque sia stato la stessa sorte".

Castello di Vezio, scassinate le voliere: ritrovato morto uno dei rapaci "liberati"
Cronaca Lago, 08 Ottobre 2022 ore 18:31

Violato il Castello di Vezio. Nottetempo ignoti si sono introdotti  nello storico maniero sopra Varenna e hanno scassinato alcune delle voliere che contengono i rapaci del centro di addestramento ospitato da diversi anni tra le mura. Un gesto che ha causato un enorme, irrecuperabile danno: uno dei cinque esemplari "liberati" è stato ritrovato morto, per altri due si teme la stessa fine.

Trovato morto uno dei rapaci "liberati"

La notizia della  violazione e della sconsiderata "liberazione" è stata diffusa dall'Associazione Turistica Castello di Vezio, la onlus che si occupa di mantenere lo storico  complesso e promuovere esposizioni artistiche e manifestazioni di vario genere al suo interno, nonché di un progetto di restauro complessivo in parte già eseguito e che in parte verrà realizzato nei prossimi anni.

"Oggi è un giorno triste. Questa notte, ignoti, scavalcando le mura di cinta del Castello hanno scassinato 5 voliere dei nostri rapaci e li hanno fatti scappare… uno è già stato trovato morto, ucciso e mangiato da un altro rapace, degli altri nessuna traccia… Probabile che gli altri due più piccoli abbiano già fatto una bruttissima fine. Abbiamo qualche speranza di recuperare i due più grandi, anche se non sarà semplice" ha scritto Nicola Castellano, il gestore del Castello di Vezio e maestro di falconeria.

Un gesto sconsiderato, che condanna a morte i rapaci

Castellano lancia un duro messaggio agli autori della violazione. Sconsiderata nei propositi (animalisti?) e mortale negli esiti. "Spero che chiunque sia stato possa leggere questo messaggio, che sappia che col suo gesto non ha liberato in natura degli animali in grado di sopravviverci, ma li ha destinati a morire in maniera orribile, di fame e di stenti nei migliore dei casi, o sbranati fra di loro o da qualche selvatico più probabilmente".

Rapaci nati in cattività, incapaci di sopravvivere in natura

"Spero che chiunque sia stato possa almeno adesso capire che sono, erano, animali nati in cattività, incapaci di sopravvivere in natura, che venivano accuditi giornalmente, abituati alle persone e soprattutto addestrati al volo libero£ continua il maestro falconiere. "Se fosse stata loro intenzione scappare, se fossero stati stressati o gestiti male, avrebbero potuto scappare un giorno qualsiasi semplicemente sbattendo due volte le ali invece di scegliere ogni volta di tornare da me".

L'incalcolabile  danno emotivo

Castellano si occupa  dei rapaci del centro di addestramento da sedici anni. "Sono 16 anni che mi occupo di loro, 16 anni, d’estate e d’inverno, con 40 gradi e con la neve, a Natale come a ferragosto, con la febbre come durante i lockdow" racconta afflitto.
"Non ci interessa il danno economico, le scolaresche, le dimostrazioni, le migliaia di persone e bambini che venivano apposta al castello per vederli volare. Ma è il danno emotivo a essere incalcolabile".

"Auguro a chi è stato la stessa sorte"

Il messaggio si conclude ancora pi duramente: "Auguro a chiunque sia stato la stessa sorte. Per adesso ho sporto denuncia penale e consegnato le riprese di tutte le telecamere del castello alle autorità".
Per il momento le dimostrazioni di falconeria sono sospese fino a data da destinarsi. "Se qualcuno avesse visto o sentito qualcosa ce lo faccia sapere per favore" conclude Nicola Castellano.

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