Cambia Calolzio: "Ritardi inaccettabili per la bonifica delle ex Trafilerie Brambilla"

Tutto è ancora fermo perché la proprietà, pur avendo ottenuto la preventiva autorizzazione edilizia e paesistica, è ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’Ats.

Cambia Calolzio: "Ritardi inaccettabili per la bonifica delle ex Trafilerie Brambilla"
Valle San Martino, 13 Ottobre 2018 ore 09:00

Attenzione sempre alta sull'amianto presente nell'area delle ex Trafilerie Brambilla. Il gruppo civico Cambia Calolzio, che ha sempre monitorato con attenzione la situazione, è tornato alla carica dopo che sono trascorsi 50 giorni dalla scadenza dell'ordinanza per la rimozione dell'eternit, ma nessun lavoro è ancora stato fatto.

Si aspetta l'approvazione dell'Ats

"Sono trascorsi oramai cinquanta giorni dalla scadenza dell’ordinanza per la rimozione dell’amianto, ma ad oggi nessun lavoro è in corso nell’area industriale della ex trafilerie Brambilla - commentano i membri di Cambia Calolzio - Il nostro gruppo civico ha appreso che tutto è ancora fermo perché la proprietà, pur avendo ottenuto la preventiva autorizzazione edilizia e paesistica, è ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’Ats del piano di lavoro per la bonifica dell’amianto. Tempistiche per noi inaccettabili, visto e considerata l’urgenza per il rischio che l’amianto rappresenta per la cittadinanza soprattutto in quartiere dove i fabbricati della ex trafileria Brambilla sono a stretta vicinanza con un asilo, un ipermercato e un distretto sanitario".

"Chiediamo al sindaco di inviare un sollecito"

"Come già più volte ribadito, riteniamo che occorre dare risposte concrete ai tanti anni di ritardo che colpevolmente hanno coinvolto le amministrazioni degli ex sindaci Arrigoni e Valsecchi - continua il gruppo civico calolziese - Per la situazione che si è creata e per tutelare la salute dei cittadini, chiediamo al Sindaco di inviare un formale sollecito all’azienda sanitaria al fine di non impedire la volontà dell’attuale proprietà nella rimozione dell’amianto, emettendo altresì una nuova ordinanza con controlli sullo stato di avanzamento dei lavori più stringenti, rispetto a quanto proposto. Con l’amianto non si può giocare d’azzardo. Purtroppo di amianto si muore e noi non ci stiamo".

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