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Basta treni affollati in ritardo e sporchi! Al via la petizione

Ecco le (sacrosante) richieste del Comitato Trasporti Lecchese

Basta treni affollati in ritardo e sporchi! Al via la petizione
Cronaca 17 Novembre 2017 ore 10:51

Basta treni affollati in ritardo e sporchi! E’ questo il titolo della petizione avviata dal Comitato Trasporti Lecchese. Soli ieri i pendolari lecchesi e meratesi hanno protestato nelle stazioni di Cernusco e Osnago. Una manifestazione evidente di un malessere ormai trasversale soprattutto sulla linea Tirano-Sondrio-Lecco- Milano.

Treni affollati in ritardo e sporchi: i pendolari non ne possono più.

“Mercoledì prossimo a Palazzo Pirelli parteciperemo al consueto Tavolo Territoriale di Quadrante del servizio ferroviario regionale” spiegano i membri del Comitato. “In quell’occasione dove saremo informati delle “novità” riguardanti il prossimo cambio orario di dicembre 2017”. Inoltre l’incontro sarà certamente utile per “evidenziare i  continui disservizi a cui le società ferroviarie TRENORD e RFI hanno abituato i suoi clienti. Si tratta  soprattutto di pendolari che ogni giorno sono costretti ad utilizzare il mezzo di trasporto ferroviario per recarsi sul luogo di lavoro”.

Una situazione al collasso

“Ritardi, soppressioni di corse, problemi ai passaggi livello, continui guasti ai sistemi di circolazione. E ancora.  In estate treni incandescenti lasciati sotto il sole senza aria condizionata” questa la desolante decsrizione della tratta ferroviarta Tirano – Sondrio – Lecco – Milano fatta dal Comitato.  C’è quindi una  crescente aumento della domanda di trasporto non supportata da un altrettanto adeguato servizio. “Per questo, avvicinandosi il termine della legislatura, vogliamo cogliere l’occasione per trasmettere quindi un segnale forte di profondo malessere che ci accompagna ormai quotidianamente”.

La petizione

“A partire domani daremo corso alla seconda petizione da presentare sul tavolo di Trenord, RFI, Regione Lombardia” spiegano i pendolari. “Chiediamo  a gran voce risposte e non i soliti slogan che sentiamo ormai da diversi anni”.

Ecco il testo integrale con le richieste

 

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