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Aumentano i morti sul lavoro nel Lecchese

Un anno orribile, una strage quotidiana in Lombardia, ma anche un dramma senza fine nel Lecchese dove sono morti troppi lavoratori.

Aumentano i morti sul lavoro nel Lecchese
Cronaca Lecco e dintorni, 03 Febbraio 2020 ore 17:30

Dai dati Inail a tutto il 2019 arriva la drammatica conferma degli infortuni mortali in ascesa: 171 decessi contro i 163 del 2018 (+8,5%). Il settore più critico (+160%) è quello dell’agricoltura che passa da 5 nel 2018 a 13 nell’anno appena concluso. Dall’analisi degli ultimi dati Inail sulle denunce di infortunio, condotta dal dipartimento Salute e sicurezza della Cisl Lombardia, confrontando i numeri col 2017 emerge un quadro ancora più preoccupante: +23% l’aumento degli infortuni mortali nel 2019, in confronto al 2017 (139 decessi).  Aumentano i morti sul lavoro anche  nel Lecchese .

Aumentano i morti sul lavoro nel Lecchese e i DATI

Troppo sangue versato nel Lecchese

Un anno orribile, una strage quotidiana in Lombardia, ma anche un dramma senza fine nel Lecchese dove sono morti troppi lavoratori. Come Gianluca Giovinazzo, il 38enne decedutonella mattinata di  venerdì 14 settembre, a causa di un infortunio mortale sul lavoro a Casatenovo.   O come  Gianluigi Bonfati, imprenditore di 64 anni che a inizio  marzo non aveva avuto scampo, schiacciato da un macchinario a Olgiate Molgora. Bonfanti, titolare insieme al fratello Maurizio dell’officina Giemme Autoattrezzature con sede in via De Gasperi, era  rimasto vittima di un tragico infortunio mentre si trovava da solo al lavoro in azienda. A trovarlo privo di vita era stato proprio il fratello. Aveva solo 27 anni Daniele Della Bella, il 27enne morto sabato  11 maggio, a Olginate in un infortunio sul lavoro avvenuto all’interno della Autotrasporti Batazza, la ditta di  Angelo Batazza, di cui Daniele era nipote. Il giovane era scivolato accidentalmente mentre  stava scaricando del materiale da un camion e aveva  battuto il capo. Subito  erano stati allertati i soccorsi e sul posto erano giunti i volontari di Calolzio e i medici del 118 a bordo dell’auto medica. Ma per Daniele non c’era stato nulla stato nulla da fare.

 

 

A livello provinciale, la maglia nera degli infortuni mortali nel 2019 va a Monza e Brianza che raddoppia passando dai 7 del 2018 a 14 (+100%), Varese da 10 a 15 (+50%) e Brescia (+45%), da 22 a 32. Sul fronte degli infortuni totali l’incremento registrato è sostanzialmente una conferma: +0,06%, (119.858 gli infortuni denunciati all’Inail nel 2018 e 119.930 nel 2019.

Le vittime degli incidenti

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I settori

Pierluigi Rancati, segretario  regionale Cisl Lombardia con delega alla Salute e sicurezza

Abbiamo monitorato mese per mese l’andamento degli infortuni nell’anno appena trascorso, sottolineando la pericolosa deriva che si sta verificando in Lombardia negli ultimi tre anni  – sottolinea Pierluigi Rancati, segretario  regionale Cisl Lombardia con delega alla Salute e sicurezza -. Anche questi ultimi dati Inail ci confermano un trend negativo che dura ormai da tre anni e che anche nel 2019 non si è realizzata la tanto auspicata inversione di tendenza. Bisogna intervenire al più presto!”. “A dimostrazione che l’obiettivo degli infortuni mortali zero è possibile – aggiunge – va citata la provincia di Sondrio che, sempre secondo i dati Inail delle denunce di infortunio mortale, passa da 6 del 2018 a zero nel 2019”. In aumento del 3,5% gli infortuni dei lavoratori extracomunitari.

Le malattie professionali

Anche sul fronte delle malattie professionali si registra un incremento: da 4.115 denunce nel 2018 a 4.140 nel 2019. Da segnalare un consistente e sorprendente calo in agricoltura: -24% (da 369 a 282 denunce)