Celebrazione

L’Arcivescovo Delpini a Valgreghentino per i 10 anni di sacerdozio di don Paolo FOTO

La parrocchia di Valgreghentino, dedicata a San Giorgio, ha festeggiato il parroco don Paolo Ventura nel suo decimo anniversario di ordinazione sacerdotale.

L’Arcivescovo Delpini a Valgreghentino per i 10 anni di sacerdozio di don Paolo FOTO
Lecco e dintorni, 06 Giugno 2020 ore 10:35

a cura di Mario Stojanovic

Finalmente campane a festa nella parrocchia di Valgreghentino, dedicata a San Giorgio, per festeggiare il parroco don Paolo Ventura nel suo decimo anniversario di ordinazione sacerdotale, avvenuta il 12 giugno 2010. Per l’importante ricorrenza in paese è arrivato anche l’Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini.

L’Arcivescovo Delpini a Valgreghentino

La solenne concelebrazione, per festeggiare don Paolo e i suoi compagni di prima messa, è stata presieduta dall’Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini. La scelta per questa importante celebrazione è ricaduta proprio su Valgreghentino perché don Paolo è stato il primo parroco nominato tra tutti i suoi compagni di prima Messa, 15 dei quali presenti tra i 150 fedeli presenti, numero massimo complici le limitazioni post Covid. Presenti anche le autorità civili guidate dal primo cittadino Matteo Colombo, i rappresentanti delle associazioni locali con i loro gagliardetti. Oltre a Monsignor Delpini, hanno partecipato alla celebrazione anche il vicario Episcopale della zona di Lecco Monsignor Maurizio Rolla, il prevosto di Lecco Monsignor Davide Milani, il parroco di Villa San Carlo don Enrico Spreafico e altri sacerdoti della zona.

Delpini: “Sono grato a questi sacerdoti”

“Siamo stati incantati anche noi dalle parole di Gesù, ma lui ne scelse 12 e noi non siamo stati scelti. Non li ha scelti perché erano i più affidabili, ma per dar loro un ruolo complicato. Quei 12, sono quelli che ha scelto Gesù e noi ci appoggiamo a loro – ha detto l’Arcivescovo Delpini durante l’omelia – Noi non cerchiamo luoghi tranquilli e pacifici, ma vogliamo servire perché per noi è motivo di vanto. Siamo fieri di essere servi, sentinelle che stanno al loro posto”.

“Sono grato a questi sacerdoti presenti che ricordano i loro dieci anni di ordinazione presbiterale: questa sera è l’occasione per ringraziarli – ha concluso Monsignor Delpini – Non sono stati scelti per essere messi su un piedistallo, ma sono molto preziosi poiché sono servi fedeli di Cristo e della Chiesa”.

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La lettera di don Paolo per il suo 10° anniversario

Il 12 Giugno 2010, all’età di 39 anni, venivo ordinato sacerdote.

Questi primi dieci anni sono stati anni di “grazia del Signore”… gioie immense e indescrivibili…esperienze a tutto campo. Nulla rinnego di quanto ho provato a fare finora… tutto rifarei! Oggi, a distanza di 10 anni, devo dire che ho sempre mantenuto una grande gioia nel cuore e mi sono sempre sentito accompagnato dall’azione dello Spirito Santo e dalla maternità di Maria, mamma, amica e sorella nel cammino della fede.

Il mio X° anniversario, tuttavia, non vuole rivestire alcuna caratteristica di festeggiamento, ma soltanto un grande senso di gratitudine al Signore che ogni giorno opera grandi cose nella mia vita.

Son passati 10 anni eppure sembra ieri… anni belli… anni di cambiamenti, di volti, di storie, di attese… anni di persone che hanno lasciato un segno nella mia vita e che adesso da lì dove sono continuano a guidarmi, con il loro sorriso e la loro preghiera efficace! Non so fare un bilancio… a volte penso di fare molte cose, di dedicare molte energie, tempo e spazio al mio ministero… altre volte avverto il limite della mia persona e il tempo che ancora non do!

Quante volte, alla fine delle mie giornate arrivo stanco, ma felice di aver lavorato per il bene delle anime. So bene, che se qualcosa di buono riesco a fare…è Lui a farla in me. Io non ho che offrirgli la mia fragilità!

Tante volte in questi anni mi son fermato nel silenzio della mia casa a contemplare il mistero del Suo amore e della Sua presenza nella mia vita… per ritrovarmi con stupore, davanti alla verità sulla mia esistenza …la verità della mia vocazione! Nulla mi appartiene… nulla mi è dovuto. Tutto è dono… tutto è grazia… tanta grazia che è molto più dell’attesa ricompensa dell’operaio.

Oggi sento con più forza che il mio premio e la mia benedizione, risiedono fin da sempre nell’essere stato chiamato a lavorare nella Sua vigna.

Il mirabile dono della vocazione sacerdotale, la Chiesa nella quale sono nato alla fede attraverso il battesimo e quella che mi ha ordinato nel sacerdozio, i fedeli delle comunità cui sono stato inviato,dapprima come seminarista (Cesano Maderno, Besana Brianza, l’Ospedale Niguarda, Morazzone) e poi come diacono e sacerdote (Castello sopra Lecco, Lecco-S. Nicolò, Malgrate Porto e Pescarenico) ed ora come Parroco a Valgreghentino, il presbiterio al quale appartengo, le persone che mi fa incontrare ogni ora,la gioia che attraverso di loro Lui mi da, la gioia che dà a loro attraverso una mia parola, spesso distratta… la stessa fatica di portare con loro la Sua… la loro… la mia croce… insieme, la gioia di spezzare con loro il pane eucaristico… Tutto questo ho ricevuto da Dio gratuitamente e gratuitamente provo a condividere con chi ne ha bisogno. Nulla mi sono costruito con le mie mani nella vigna in cui sono solo servo. Tutto appartiene a Dio. L’unica mia vera, grande benedizione è appartenere a Lui!

Ed è per me sorgente di forza interiore sapere che niente e nessuno potrà mai separarmi dal Suo amore.

La storia della mia chiamata? La conosce solo Dio. I nostri racconti sono solo contorni, dettagli… ma nel suo strato più profondo, ogni vocazione sacerdotale, la mia vocazione sacerdotale è, e resterà sempre un grande mistero… un dono che supera infinitamente l’uomo.

Penso che ogni sacerdote lo sperimenta chiaramente in tutta la sua vita. Di fronte alla grandezza di questo dono sentiamo quanto siamo ad esso inadeguati. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15, 16). Il mistero… inaudito,inspiegabile, inafferrabile e soprattutto indicibile di una scelta di Dio!!! Queste parole ispirate, vi confido,mi hanno scosso e continuano a scuotermi con profondo tremore … ma per fortuna c’è l’apostolo Paolo, che a Timoteo allora ed a me oggi, ci ricorda che Dio “ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia” (2 Tm 1, 9).

La storia della mia vocazione? Penso abbiate capito… è meglio tacere perché le parole umane non saranno mai in grado di reggere il peso del mistero che il sacerdozio porta in sé… di un mistero che appartiene solo a Dio, dall’Eternità! La sua chiamata anche se all’inizio mi ha sorpreso ed ho fatto di tutto per esorcizzarla, ha finito col diventare la mia vera felicità… perché Dio vuole la nostra felicità!

Essere chiamati ad una vita più intima con Lui, credetemi, fa accedere alla felicità più grande che sia offerta all’uomo su questa terra. Essere chiamati da Dio costituisce una delle prove più luminose del suo amore.

Rispetto alla mia persona, stando ai canoni o se volete… stando ai calcoli umani, sono la persona meno adatta e indicata a tutto questo…e non lo dico per falsa modestia!!! Ma in questi anni ho capito che Lui mi ha scelto così come sono e sono consapevole, anno dopo anno, che a questa scelta occorre che la mia fedeltà risponda.

Le fatiche non mancano… ma Lui è li sempre pronto a farle superare! Ciò che chiedo al Signore, è di essere sempre illuminato e guidato dal Suo Santo Spirito, che 10 anni fa mi consacrò… di ricevere da Lui la perseveranza nella fede, la fortezza nelle prove, il perdono dei miei errori, un amore sempre grande alla Chiesa, l’obbedienza al Vescovo, l’inestinguibile passione nel gustare la bellezza della Sua Parola e la gioia traboccante di celebrare ogni giorno l’Eucaristia come se fosse la mia Prima Messa, la mia Ultima Messa, la mia Unica Messa.

Infine un pensiero carico di affetto e di gratitudine va alla mia mamma Franca e al mio papà Luigi,approdato all’eterno 2 anni or sono e che son certo, li dal cielo sta festeggiando e ringraziando faccia a faccia Colui che mi ha chiamato.

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