Valmadrera

Aperitivi vietati, locale multato e sospeso: protesta delle sorelle bariste a suon di striscioni

Le giovani titolari dell'esercizio di Parè, primo in Provincia sanzionato per violazione delle norme anti Covid con la chiusura per 5 giorni, hanno esposto manifesti contro i vigili

Aperitivi vietati, locale multato e sospeso: protesta delle sorelle bariste a suon di striscioni
Lecco e dintorni, 12 Maggio 2020 ore 14:23

Locale multato e sospeso per 5 giorni a causa di aperitivi vietati: a Valmadrera sale la protesta delle “Alter Ego sisters”. L’esercizio pubblico di Parè è stato il primo nella provincia di Lecco a essere sanzionato per la violazione delle norme anti Covid. Ma le giovani sorelle titolari del bar non ci stanno e contestano il provvedimento tappezzando la baia di striscioni contro la decisione dei vigili: “No agli sceriffi, Si alla Costituzione”.

Blitz dei vigili: oltre al locale multato, 400 euro di sanzione anche a tre avventori

Secondo il decreto del Presidente del Consiglio del 27 aprile, dal 4 maggio i bar possono effettuare solo servizio di take away, limitandosi a vendere caffè o drink in bicchieri di plastica che poi i clienti devono portare via. E’ invece tassativamente vietato consumare sul posto, non solo dentro il locale, ma anche nelle immediate vicinanze. Dalle segnalazioni ricevute dal Comune, è invece emerso che per diversi giorni l’“Alter Ego” abbia servito aperitivi ai clienti che li hanno bevuti sul posto. Giovedì scorso, poco prima delle 18, i vigili hanno effettuato un controllo e hanno accertato la presenza di cinque persone che stavano consumando l’aperitivo nei pressi del locale. Uno di loro ha anche ammesso di essere al quinto cocktail ed è stato sanzionato per ubriachezza molesta. Alla fine i vigili hanno identificato tre clienti, sanzionati con una multa di 400 euro a testa per la violazione delle norme anticoronavirus. Guai anche per le titolari del bar, che hanno avuto un acceso confronto con i vigili e sabato mattina si sono viste recapitare un verbale con sanzioni (compreso il mancato uso di mascherine) per un importo complessivo di 1.200 euro. In più la sospensione precauzionale dell’attività per 5 giorni. Verbale che è stato nel frattempo trasmesso alla Prefettura chiamata a ufficializzare l’ordinanza di sospensione ed eventualmente aggiungere giorni di chiusura fino al massimo di un mese.

La protesta delle bariste: “No agli sceriffi, sì alla Costituzione”

Un duro colpo, ma soprattutto un bruttissimo regalo di anniversario per le giovani sorelle Francesca e Daiana Koldashi, 23 e 20 anni, residenti a Civate, che proprio giovedì, il giorno del blitz della Polizia locale, hanno festeggiato il primo anno di gestione dell’”Alter Ego”. Tanto che le titolari hanno dato sfogo alla loro rabbia esponendo striscioni fuori dal loro locale ben visibili a tutti coloro che transitano nella baia di Parè, con scritte non certo tenere: “Se fate chiudere noi per 5 persone dovete far chiudere tutti”, “Noi chiuse i criminali liberi”, “No agli sceriffi, sì alla Costituzione”, “L’Italia era una repubblica democratica”, “La legge è uguale per tutti”, “A noi che rispettiamo le regole negano il diritto al lavoro”.

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“Domenica in centro a Valmadrera sembrava di essere a Rimini a Ferragosto, eppure i bar non sono stati sanzionati”

Le bariste infatti sostengono di non aver violato nessuna norma e denunciano un certo accanimento nei loro confronti, arrivando a dire che lo stesso metro nei controlli non viene utilizzato verso gli altri locali. “Le regole non erano particolarmente chiare così fin dalla riapertura di lunedì scorso ci siamo informate, chiedendo anche ai Carabinieri passati sul posto che ci hanno spiegato che l’importante era evitare assembramenti e non far sostare i clienti nelle immediate vicinanze dell’ingresso del bar – spiega Francesca Koldashi – Abbiamo servito i drink in bicchieri di plastica da asporto e le cinque persone che c’erano al momento del controllo dei vigili erano dall’altra parte della strada o comunque distanti sei-sette metri dal bar e non erano vicini tra loro. Non abbiamo infranto alcuna regola, ma alla fine ci siamo visti arrivare un verbale con multe per 1.200 euro oltre la sospensione dell’attività. Purtroppo c’è da tempo un certo accanimento nei nostri confronti”.
“Dopo due mesi e mezzo di chiusura senza guadagnare nulla, abbiamo riaperto per racimolare qualche soldo per fare la spesa e dare un servizio agli operai e agli anziani della zona – ha aggiunto la sorella Daiana, che nel periodo di emergenza sanitaria ha prestato servizio come volontaria al fianco della Protezione civile fuori dai supermercati – Questo è il risultato: Abbiamo sentito un avvocato per fare ricorso, ma chi vogliono parecchi soldi e noi con l’attività ferma non ne abbiamo…”.
“Quello che ci dà molto fastidio è che le regole non valgono per tutti – ha concluso Francesca – Se hanno sanzionato noi devono sanzionare anche gli altri bar: domenica ad esempio in piazza a Valmadrera sembrava di essere a prendere l’aperitivo a Rimini a Ferragosto, eppure nessuno ha fatto nulla”.

Sospensione in scadenza, giovedì il locale multato riapre: salvo decisioni del Prefetto…

La sospensione preventiva è in scadenza e giovedì le sorelle Koldashi potranno risollevare la saracinesca del bar Alter Ego, a meno di una proroga della chiusura che sarà eventualmente decisa dalla Prefettura. “In quel caso dovremo valutare seriamente se poi riaprire o meno il bar, visto che siamo già in estrema difficoltà”.

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