Aids a Lecco record di casi al livello nazionale

"Siamo la provincia in Lombardia ed in Italia con il tasso più alto di contagi dall’inizio dell’epidemia per ogni 100.000 abitanti"

Aids a Lecco record di casi al livello nazionale
Lecco e dintorni, 29 Novembre 2017 ore 09:52

Un primato terribile quello “guadagnato” dalla nostra provincia. Aids a Lecco: è putroppo record di casi al livello nazionale. A sottolineare la situazione, dati alla mano,  è l’associazione Renzo e Lucio, in occasione della giornata mondiale contro l’Aids che viene celebrata il primo dicembre. “Dopo anni di informazione e prevenzione, dopo tanti passi in avanti nella gestione dell’aspetto medico dell’infezione, ci si sarebbero aspettati dei significativi risultati positivi anche sul fronte del contagio” spiegano i menbri di Renzo e Lucio. Purtroppo non è così: il problema aids non è affatto scomparso, l’unica cosa che è scomparsa sono le campagne di prevenzione serie e continuative”.

 

Aids a Lecco

“Nella nostra provincia purtroppo dobbiamo anche constatare il triste primato di essere la provincia in Lombardia ed in Italia con il tasso più alto di contagi dall’inizio dell’epidemia per ogni 100.000 abitanti sui casi diagnosticati fino al 2016″ spiegano i membri di Renzo e Lucio”. “Un primato che dovrebbe aiutarci a promuovere sempre più azioni di contrasto alla diffusione del virus”.

A Milano la metà dei casi

“Certo, il dato potrebbe essere letto in positivo come il risultato di una maggiore e capillare esecuzione di test diagnostici rispetto alle altre province. Ma sappiamo che non è così. Certamente non rispetto alla provincia di Milano.  Lì  esistono diverse strutture per i test diagnostici e che tuttavia ha una percentuale pari alla metà di quella Lecchese”.

Perchè questi numeri così alti?

“Di fronte a questo dato non possiamo allora esimerci dall’interrogarci” proseguono i volontari dell’associazione gay e lesbiche della provincia di Lecco. “La diffusione della malattia come sappiamo è generata da due fattori.  Atteggiamenti irresponsabili nei rapporti sessuali. E inoltre l’ignoranza rispetto alla propria situazione sanitaria. Rispettivamente derivanti dalla mancanza di informazione e dalla scarsa copertura dei test diagnostici. La prima, frutto di un certo bigottismo provinciale, per cui da noi, più che altrove, è difficile parlare di questi argomenti, soprattutto nelle scuole, ed il profilattico viene demonizzato. Continuano ad essere forti le titubanze o le censure ideologiche  quando si parla di prevenzione perché significa parlare di sessualità”.

Poca prevenzione

“La seconda, proprio per quella strana convinzione per cui questo problema “non ci riguarda”. Purtroppo i dati statistici riportano come molte persone vengono a scoprire di avere contratto il virus dell’HIV quando questo a distanza di anni, a volte anche una decina. Persone completamente ignare di esserne portatori e che non hanno adottato alcuna forma di prevenzione. Per questo è di vitale importanza fare un test per verificare di non essere stati contagiati ed evitare così di contagiare altri”.

Il test anonimo e gratuito a Lecco

“Anche nella nostra provincia i test vengono eseguiti in modo del tutto anonimo e gratuito presso lo Sportello Salute operativo a Lecco in via Tubi 43, purtroppo però sono poche le persone che accedono allo sportello per fare il test e la maggior parte di esse sono persone omosessuali. Parecchi fra essi sono giovani e purtroppo poche le persone fra i 30 e 50 anni, che sono in qualche modo da considerarsi come la fascia più a rischio”.

Apertura straordinaria del punto salute a Lecco

In occasione del 1 dicembre l’associazione Renzo e Lucio, in collaborazione con lo sportello salute dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Lecco e Monza, e con il sostegno dell’Arci Provinciale, il Circolo Libero Pensiero e L’associazione Risuono ha organizzato un apertura straordinaria del Punto Salute. Un open day per ricordare l’importanza del sottoporsi al test, durante il quale, per la prima volta a Lecco, verrà data la possibilità di effettuare il test salivare. Questa nuovo tipo di esame risulta più semplice ma egualmente efficace ed attendibile. Il 1 dicembre verrà aperta la sede del Punto Salute in via Tubi 43 a Lecco dalle 14 alle 18 per poter fare il test e parlare di prevenzione.

I numeri reali che fanno paura

Nel 2016, sono state segnalate 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti. Tra le nazioni dell’Unione Europea l’Italia si colloca, al pari della Grecia, al 13° posto in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV. Nel 2016, le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016 erano maschi nel 76,9% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni.

Troppi rapporti non protetti

Nel 2016, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85,6% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 47,6%; omosessuali 38,0%). Nel 2016, il 35,8% delle persone con una nuova diagnosi di HIV era di nazionalità straniera. Tra gli stranieri il 65,5% di casi era costituito da eterosessuali (eterosessuali femmine 34,9%; eterosessuali maschi 30,6%).

L’analisi dei dati

“Anni fa si confinava la prevenzione nelle categorie così dette a rischio ma oggi purtroppo, i dati statistici, ci fanno capire che le cose sono cambiate e che le categorie a rischio non esistono più. In questi anni forse ci siamo lasciati contagiare da un certo ottimismo diffuso e da un’irresponsabile convinzione generale per cui sia un problema del passato in via di soluzione, ma non è così. L’infezione da HIV ritorna a preoccupare e si va diffondendo anche fra le persone eterosessuali ed è proprio li che manca l’informazione. Sappiamo tutti che la prevenzione ha come strumento fondamentale un corretto utilizzo responsabile del profilattico e la limitazione del contagio avviene anche grazie all’esecuzione di test diagnostici”.

 

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