Agente si uccide in Comune dopo gli attacchi sui social per aver parcheggiato nel posto disabili

Si era scusato e automultato, ma i leoni da tastiera dei social network non si erano fatti scrupoli ad attaccarlo, anche pesantemente.

Agente si uccide in Comune dopo gli attacchi sui social per aver parcheggiato nel posto disabili
Lecco e dintorni, 04 Febbraio 2020 ore 11:35

Colpo di pistola all’alba: agente si uccide in Comune. E’ accaduto alle 5.45 a Palazzolo, in provincia di BRESCIA Il 43enne era stato preso di mira con pesanti attacchi sui social dopo che, nei giorni scorsi, aveva parcheggiato nel posto dedicato ai disabili a Bergamo con l’auto di servizio e, dopo essersi scusato, si era automultato.

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Agente si spara in Comune

Come riportano i colleghi di bresciasettegiorni.it  è accaduto stamattina, martedì 4 febbraio,  intorno alle 5.45, in Municipio a Palazzolo sull’Oglio. Secondo i primi accertamenti la vittima, un uomo di 43 anni è un agente della Polizia Locale del quale non si conoscono ancora le generalità. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Chiari, i colleghi della Municipale e un’automedica, ma i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo. Gli inquirenti hanno escluso la responsabilità di terzi: si è trattato di un gesto estremo.

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Non vedendolo rientrare dal lavoro, la compagna ha chiamato il Corpo di Polizia

A mezzanotte aveva terminato il servizio in un Comune della bergamasca. Sarebbe dovuto rientrare a casa dalla compagna, invece la tragedia avvenuta questa mattina presto a Palazzolo ha colpito tre comunità, quella palazzolese e quella di Erbusco, Comuni consorziati per quanto riguarda il Comando di Polizia Locale (a Erbusco l’agente aveva lavorato per circa 13 anni, prima di passare in Comando a Palazzolo), e quella di Cologne, dove viveva.

Non vedendolo rientrare a casa dopo il turno, la compagna dell’agente si è preoccupata e ha chiamato il Corpo di Polizia.

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Aveva parcheggiato nel posto disabili: si era scusato e multato, ma sui social tanti attacchi

L’uomo come detto si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza dopo essere stato insultato a seguito dell’episodio avvenuto a Bergamo. Si era scusato e automultato, ma i leoni da tastiera dei social network non si erano fatti scrupoli ad attaccarlo, anche pesantemente. Nei giorni scorsi l’auto di servizio della Locale di Palazzolo era stata “pizzicata” sulle strisce di un posteggio dedicato ai disabili nei pressi dell’Università di Bergamo. A denunciare il fatto era stato il presidente dell’Anmic Giovanni Manzoni e la notizia aveva fatto il giro delle due province e oltre. Ma l’agente si era subito scusato: “Buongiorno presidente, non ho parole per esprimere il mio rammarico per aver parcheggiato il veicolo nello spazio riservato ai disabili. A seguito di quanto successo voglia accettare un contributo di 100 euro per l’associazione da lei presieduta. Si prega di considerare le scuse e di continuare a credere nelle istituzioni e nel nostro lavoro”.

La stessa associazione, nel ringraziarlo, aveva commentato così: “Questo episodio ha dato la possibilità di rinsaldare la collaborazione tra Anmic e Forze dell’ordine”. Evidentemente, però, di fronte agli attacchi social troppo offensivi è crollato. Al momento non è chiaro se abbia lasciato una lettera o un biglietto in cui spiegava le sue intenzioni.

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