Menu
Cerca
Lecco

Sit in per la pace in Palestina e Israele, in piazza anche Egidia Beretta, la mamma di Vik Arrigoni

Tra bandiere della pace, striscioni di sostegno al popolo Palestinese, vessilli dei sindacati, Lecco ha fatto sentire la propria voce e la propria vicinanza ad una terra martoriata. 

Sit in per la pace in Palestina e Israele, in piazza anche Egidia Beretta, la mamma di Vik Arrigoni
Attualità Lecco e dintorni, 21 Maggio 2021 ore 20:45

E' andato in scena nel pomeriggio di oggi, venerdì 21 maggio 2021 davanti a Palazzo Bovara, sede del municipio di Lecco, il  sit in per la pace in Palestina e Israele. Tanti i lecchesi che hanno raccolto l'invito lanciato da  CGIL CISL UIL – Tavola della Pace lecchese, Comitato lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli, Comitato Noi Tutti Migranti, Les Cultures, La casa sul Pozzo per chiedere a gran voce che la violenza si fermi, che le istanze degli ultimi vengano ascoltate, che le rappresaglie vengano fermate.  Per chiedere soprattutto giustizia e rispetto.

Sit in per la pace in Palestina e Israele, in piazza anche Egidia Beretta, la mamma di Vik Arrigoni

Tra i partecipanti anche Egidia Beretta, la mamma di Vik Arrigoni, il pacifista di Bulciago ucciso proprio a Gaza 10 anni fa, strenuo sostenitore della soluzione binazionale come strumento di risoluzione del conflitto israeliano-palestinese.

Tra bandiere della pasce, striscioni di sostegno al popolo Palestinese, vessilli dei sindacati, Lecco ha fatto sentire la propria voce e la propria vicinanza ad una terra martoriata.

6 foto Sfoglia la gallery

"Ogni morte ci diminuisce, ogni uomo, donna, bambino ucciso pesa sulle nostre coscienze. Vogliamo vedere i bambini vivere e crescere in pace non dilaniati da schegge di piombo" hanno spiegato i promotori.

E ora, con l'entrata in vigore del cessate il fuoco, il dramma non può e non deve essere (ancora una volta) dimenticato. "Chiediamo che il governo italiano si attivi immediatamente affinché il nostro Paese e i Paesi membri dell’Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare con Israele, chiediamo di sostenere ed assistere l’autorità Nazionale Palestinese per l’organizzazione e la realizzazione del processo elettorale evitando ulteriori rinvii e infine chiediamo che il nostro governo e l’Unione Europea, assuma questi impegni con determinazione e coraggio".