Attualità
Crisi idrica

Siccità: i produttori idroelettrici da oggi aumentano i rilasci dell’acqua per l'agricoltura. A Lecco -30% di grano

Intanto le aziende cerealicole lariane hanno dovuto affrontare rincari delle spese di produzione dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio con incrementi medi dei costi correnti del 68%

Siccità: i produttori idroelettrici da oggi aumentano i rilasci dell’acqua per l'agricoltura. A Lecco -30% di grano
Attualità Lecco e dintorni, 16 Giugno 2022 ore 14:12

Siccità e crisi idrica: i produttori idroelettrici da oggi aumentano i rilasci dell'acqua a supporto dell'agricoltura. La decisione è stata annunciata nell'ambito del tavolo di coordinamento promosso e convocato da Regione Lombardia, rappresentata dall'assessore regionale a Enti locali, Montagna e risorse energetiche, Massimo Sertori, e a cui hanno partecipato Terna, i regolatori del lago di Iseo e del lago di Como e del lago Maggiore, ANBI Lombardia e i rappresentanti di Enel, A2a ed Edison.

Siccità e crisi idrica: produttori idroelettrici da oggi aumentano i rilasci dell’acqua per l'agricoltura

Ringrazio per l'impegno assunto da tutte le parti - spiega Massimo Sertori - in particolare dai produttori idroelettrici nell'incrementare la produzione che permetterà di rilasciare un totale di 4 milioni di metri cubi di acqua al giorno per il bacino dell'Adda, e quasi un milione per il bacino dell'Oglio, per far fronte all'attuale situazione di crisi idrica dovuta al perdurare delle siccità e dall'assenza di piogge. Ringrazio anche l'impegno dei regolatori dei laghi a razionalizzare le erogazioni e a governare in maniera oculata la risorsa idrica”.

"Rispetto al lago Maggiore - puntualizza Sertori - sarà mia cura prendere contatti con le Autorità svizzere per valutare rilasci dai produttori idroelettrici della Confederazione” L'obiettivo resta quello di garantire il più possibile l'irrigazione a valle e in pianura. In questa situazione drammatica, la scelta regionale di coordinare tutti gli attori coinvolti, avviata con il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana lo scorso marzo, continua ad essere la modalità più concreta per far fronte all'emergenza siccità", conclude Massimo Sertori.

A Lecco -30% di grano prodotto

Quella idrica è una crisi che ha pesanti ricadute anche nel Lecchese. Secondo Coldiretti il conto della siccità prolungata e delle recenti grandinate che emerge dalle prime stime elaborate  in base a un monitoraggio sul territorio è drammatico: fino al 30% in meno sulle rese di grano tenero e duro nel Comasco e Lecchese. Nelle campagne ci si prepara alla trebbiatura, già iniziata nel Sud del Paese ma che nelle due province lariane comincerà verso metà luglio.

Come detto quest’anno il fattore acqua è centrale. Laddove la carenza idrica si è fatta sentire di più si temono cali nelle rese che potrebbero raggiungere punte anche del 30% in meno, secondo le prime indicazioni da confermare a raccolti conclusi. A pesare sull’andamento della stagione – continua la Coldiretti interprovinciale – anche le grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo, provocando danni alle colture.

I rincari

In tutta la Lombardia si coltivano circa 80 mila ettari tra frumento tenero e frumento duro da destinare sia alla produzione di pane, biscotti e pasta sia all’alimentazione animale nelle stalle.

La minor produzione pesa sulle aziende cerealicole che hanno dovuto affrontare rincari delle spese di produzione che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio con incrementi medi dei costi correnti del 68% secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Crea, dalle quali si evidenzia che in un caso su quattro i costi superano i ricavi con il grano duro per la pasta che è quotato in Italia 55 centesimi al chilo e quello tenero per il pane a 45 centesimi al chilo. L’impatto si fa sentire anche sui consumatori con i prezzi che dal grano al pane aumentano da 6 a 12 volte tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito venduto da 2,7 euro al chilo a 5,4 euro al chilo, secondo la Coldiretti.

Un trend negativo che aumenta la dipendenza dall’estero in una situazione in cui – evidenzia la Coldiretti lariana – l’Italia è diventata deficitaria in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci e il 62% del grano duro per la pasta.

Fortunato Trezzi

“Bisogna intervenire – conclude Coldiretti Como Lecco attraverso il presidente Fortunato Trezzi – per contenere il caro energia ed i costi di produzione, con interventi sia immediati che strutturali, mentre a livello comunitario servono più coraggio e risorse per migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi”.

 

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