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Sanità, il numero uno di Ats: "Non troviamo personale, i medici guadagnano di più lavorando nelle cooperative"

Polano: "Il privato non deve scegliere le prestazioni più remunerative. Deve essere un sistema di parità che ora non c’è"

Sanità, il numero uno di Ats: "Non troviamo personale, i medici guadagnano di più lavorando nelle cooperative"
Attualità Lecco e dintorni, 17 Novembre 2021 ore 07:56

Per garantire il diritto alla salute è necessario un vero cambiamento nella sanità sul territorio. Una posizione che Cgil Monza Brianza, Cisl Monza Brianza Lecco e Uil Monza Brianza hanno ribadito ieri, martedì 16 novembre 2021, durante l’incontro «Diritto alla salute. Il cambiamento che vogliamo». Il dibattito è stato coordinato da Abele Parente, segretario generale Uil Monza Brianza.

Sanità, i sindacati: "Serve una svolta"

La revisione della sanità lombarda, così come prospettata da Regione, infatti, non convince le organizzazioni sindacali e non solo. A proposito del Sistema pubblico-privato, il presidente del Consiglio di Rappresentanza dei sindaci Ats Brianza Flavio  Polano, ha riconosciuto come «il privato non debba scegliere le prestazioni più remunerative. Deve essere un sistema di parità che ora non c’è».

I sindacati, pur apprezzando alcune proposte come la realizzazione delle case e degli ospedali «della comunità», continuano a essere critici su molti altri aspetti del Progetto di legge regionale che dovrebbe essere approvato a fine novembre.

«Chiediamo che con la riscrittura della Legge n. 23/2015 – spiega Mirco Scaccabarozzi, segretario generale Cisl Monza Brianza Lecco – si deve tutelare la salute come valore pubblico. Case della comunità e ospedali della comunità non possono rimanere espressioni puramente virtuali – aggiunge –, dovranno dare risposte concrete ai bisogni espressi dai territori e quindi essere effettivamente il presidio sanitario e sociosanitario che la legge già in origine dichiarava di voler attuare».

Monica Vangi, segretaria della Cgil Lombardia, ha a sua volta sottolineato come «l’emergenza sanitaria abbia evidenziato le criticità del nostro Sistema sanitario regionale». E, sul rapporto pubblico-privato, quanto «il privato dovrebbe avere una funzione integrativa e non sostitutiva: il pubblico deve essere messo in condizione di dare risposte adeguate ai cittadini». «Molte persone – ha aggiunto Vangi – hanno smesso di curarsi o sono da troppo tempo ferme in lista d’attesa”. Mentre sulle case di riposo “andrebbero rivisti i modelli organizzativi».

Le Rsa

Sulla questione delle Rsa è intervenuto anche Beppe Saronni, segretario Fnp Cisl Monza Brianza Lecco, evidenziando come «queste strutture già soffrano di una fuga del personale sanitario e medico indebolendo il Sistema di cura per le persone anziane e fragili».

Sul nostro territorio, secondo dati forniti da Ats, a dicembre 2022 avremo 75 medici di medicina generale in meno: «Il numero chiuso delle università e la poca considerazione delle professionalità sanitarie non fanno prevedere un veloce incremento delle presenze sul territorio. In aggiunta – continua Saronni – non si vede una progettualità chiara per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, che oltre che essere penalizzata dalla mancanza di figure sanitarie, non è sufficientemente sostenuta nel testo di riforma».

"Abbiamo difficoltà a trovare personale: i medici guadagnano di più lavorando nelle cooperative"

All’incontro organizzato da Cgil Cisl e Uil territoriali è intervenuto anche il neo direttore generale di Ats Brianza Carmelo Scarcella. «Abbiamo difficoltà a reclutare personale sanitario: mancano igienisti, anestesisti, tecnici di laboratorio e medici. I professionisti guadagnano di più lavorando nelle cooperative – precisa Scarcella –, la domanda è superiore all’offerta: oggi un medico può scegliere».

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