Cittadinanza solidale

Piazza dell'Innominato: Lecco si rivela "città della Giustizia riparativa"

Al via da stasera la manifestazione organizzata da Comune e Csv. Prima serata al Politecnico.

Piazza dell'Innominato:  Lecco si rivela "città della Giustizia riparativa"
Attualità Lecco e dintorni, 08 Luglio 2021 ore 21:03

Lecco "città della Giustizia riparativa". Lo è già a un livello avanzato, di caratura nazionale anzi europea. Non è un titolo  a frontespizio di un bel progetto che si conta di realizzare, bensì una realtà operante ormai da una decina di anni attraverso il "Tavolo della Giustizia riparativa". Una realtà  poco o nulla conosciuta agli stessi lecchesi. Questi ultimi avranno modo di scoprirla e approfondirne i temi da stasera, giovedì 8 luglio, primo dei quattro giorni della manifestazione "Piazza dell'Innominato" che si svolgerà nell'area della Piccola ed è organizzata dall'Amministrazione comunale in collaborazione con Csv Monza Lecco Sondrio.

Giustizia riparativa: tavola rotonda stasera al Politecnico

Comunicazione di servizio importante: causa maltempo l'incontro di stasera, che inizia alle 21, si terrà nella sede del Politecnico di via Previati. Intanto questo pomeriggio, a Palazzo Bovara, si è tenuta la conferenza stampa che ha presentato l'iniziativa, con gli assessori Giovanni Cattaneo (Attrattività del teritorio) e Emanuele Manzoni (Welfare), Micaela Furiosi della cooperativa sociale Arcobaleno, Andrea Di Stefano, vicepresidente dell’associazione comunità Il Gabbiano Odv e Lucio Farina, direttore di Csv.

Il tavolo della Giustizia riparativa: "Tesoro nascosto rivelato alla Piccola"

"Piazza dell'innominato nasce da un'idea condivisa con il collega Manzoni ormai qualche mese fa" ha spiegato Cattaneo. "Due gli intenti. Primo: continuare a dare all'area della Piccola contenuti, proposte, occasioni che la facciano conoscere come spazio cittadino dove è anche possibile trascorrere del tempo  lasciandosi provocare da temi inusuali, mettersi alla prova, trovare strade nuove e confrontarsi con esperienze di vita. Secondo: aprire un dialogo con la città sulla giustizia riparativa. Qualcuno mi ha chiesto se la 'piazza dell'Innominato' sarà il nuovo nome della Piccola. La prendo come una provocazione che dimostra l'attenzione dei cittadini verso un'iniziativa che da oggi e fino a lunedì farà conoscere un'eccellenza del nostro territorio di livello nazionale, un tesoro nascosto".

Manzoni: "C'è bisogno di corresponsabilità e solidarietà"

Emanuele Manzoni ha posto l'accento sulla necessità di "condividere  tematiche apparentemente non comuni", tanto più ora che (si spera)  usciamo dall'esperienza della pandemia che ha reso evidente quanto la sofferenza patita dal singolo si ripercuota inevitabilmente sull'intera collettività. Nella fattispecie in "piazza dell'Innominato" si tratterà della Giustizia penale e delle sue ricadute a livello sociale, per scoprire un modello nuovo di azione, che rende la comunità partecipe. "C'è bisogno di corresponsabilità e solidarietà -  ha detto il giovane assessore  - Lecco  'città riparativa' può rendere possibile il cambiamento". Offrirne l'occasione alla Piccola significa dimostrare che non ci si limiterà ad un maquillage urbano dell'area dimenticando i disperati "che finora vi hanno trovato dimora e riparo". "Il cambiamento è efficace solo se include".

Gli esordi nel 2012, anniversario della strage di Capaci

Micaela Furiosi (Arcobaleno) ha ricordato gli esordi dell'esperienza del "tavolo della giustizia riparativa" a Lecco. Correva l'anno 2012, 23 maggio, ventennale della strage di Capaci. "La città ha partecipato con un tale entusiasmo, dimostrando di  essere pronta  per la giustizia riparativa". Nel 2016 un altro step, in occasione della celebrazione dell'anniversario di Casa Abramo, comunità educativa lecchese, coinvolgendo Caritas decanale e Caritas ambrosiana. "Abbiamo compreso che era importante affermare i valori e i principi della Giustizia riparativa dentro l'orizzonte più ampio di una comunità allargata, quella di una città dove nascono i conflitti, dove si genera  la spaccatura tra chi ha procurato la sofferenza e chi l'ha subita. Per questo i nostri operatori scendono  nei quartieri, nei condomini, nelle scuole, in nome di una 'buona giustizia', non di una 'giustizia buona'". Lecco è così diventata la cornice dove "agli eventi fanno seguito azioni continuative di sensibilizzazione della cittadinanza".

Lecco eccellenza internazionale

Andrea Di Stefano, vicepresidente del Gabbiano, ha confermato che Lecco sul fronte della Giustizia riparativa è "una delle realtà più avanzate a livello internazionale". Una comunità  nella quale si curano ferite  e si ricostruiscono fratture che altrimenti, per il singolo come per la sua famiglia,   risulterebbero insanabili. "Troppo spesso riteniamo che l'espulsione dei soggetti dalla comunità sia l'unica soluzione dei problemi, ma la realtà è che l'emarginazione porta gli stessi soggetti a reiterare i reati. Il che produce soggetti marchiati in modo permanente, con un costo sociale enorme".

La biblioteca vivente: dieci storie di giustizia

Lucio Farina (Csv) ha tirato le fila del discorso: "In questi quattro giorni vogliamo di Giustizia, di quali sono le pratiche riparative che possono essere utilizzate. Lo faremo tramite una vera  e propria biblioteca vivente: dieci "libri", ovvero testimoni che racconteranno la loro storia di giustizia". Ma ci sarà anche la proiezione di un video, domani sera, venerdì 9 luglio, alla Piccola, che racconta cosa ha fatto in pratica il Tavolo della Giustizia riparativa lecchese in questi anni. "Pratiche, gesti, luoghi dove vittime e carnefici possono imparare a riconoscersi gli uni negli altri, guardandosi negli occhi".