Oncologia e fake news: una serata per fare chiarezza
“Oggi la disinformazione è diffusa soprattutto su internet, che è come un muro per strada su cui chiunque può scrivere. Spesso si trovano sporcizia, cattiverie e offese; è fondamentale sviluppare un senso critico e affidarsi a persone di scienza e conoscenza”

Grande successo per la serata dedicata alle "Fake news in Oncologia", organizzata dal Dipartimento di Area Oncologica dell’ASST Lecco che si è svolta nella serata di ieri, martedì 1 aprile 2025 nell’Aula Magna dell’Ospedale "A. Manzoni" di Lecco. L’evento, aperto alla cittadinanza, ha visto la partecipazione straordinaria del comico Enrico Beruschi e del maestro Giuseppe Caccialanza, in una serata all’insegna dell’informazione, della riflessione e della musica.
Oncologia e fake news: una serata per fare chiarezza
La conduzione è stata affidata alla giornalista Barbara Gerosa, mentre l’organizzazione è stata curata dalle associazioni del DIPO (Dipartimento Interaziendale Provinciale di Oncologia) di Lecco, una rete che unisce i professionisti sanitari dell’ASST Lecco e le associazioni di volontariato del territorio. Il DIPO lavora per garantire un’assistenza integrata ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, promuovendo attività di supporto, informazione e sensibilizzazione.
Obiettivo principale della serata è stato fare chiarezza, invitando la cittadinanza a informarsi in modo corretto, ascoltando direttamente medici, operatori sanitari e volontari che vivono quotidianamente questa realtà.
Con la diffusione delle informazioni sanitarie sui social media, la circolazione di notizie false, dicerie e leggende metropolitane è diventata un problema serio. In oncologia, dove la fragilità emotiva dei pazienti e delle famiglie è alta, la disinformazione può influenzare negativamente le decisioni di cura e compromettere il percorso terapeutico.
L’incontro si è aperto con una tavola rotonda che ha coinvolto Alessandra Grappiolo, direttore sanitario dell’ASST di Lecco; Pierfranco Ravizza, cardiologo; Antonio Ardizzoia, direttore dell’Oncologia ASST Lecco; Francesco Monteleone, responsabile dell’area dipartimentale di Oncologia; Arnaldo Amato, specialista in Endoscopia digestiva; Cristina Riva, esperta in Anatomia e istologia patologica e Carlo Pietro Soatti, direttore della Radioterapia.
Dopo i ringraziamenti della dottoressa Grappiolo, Ravizza ha introdotto il tema, sottolineando come le notizie false siano sempre esistite e siano strettamente legate ai mezzi di comunicazione del tempo. “Oggi la disinformazione è diffusa soprattutto su internet, che è come un muro per strada su cui chiunque può scrivere. Spesso si trovano sporcizia, cattiverie e offese; è fondamentale sviluppare un senso critico e affidarsi a persone di scienza e conoscenza” ha affermato Ravizza.
Successivamente, Antonio Ardizzoia ha evidenziato il valore umano del proprio dipartimento, definendolo "una grande famiglia" e ringraziando non solo i collaboratori, ma anche i pazienti e i loro familiari, che spesso condividono lo stress del percorso medico.
Francesco Monteleone ha poi ricordato gli imbonitori televisivi della sua gioventù, che approfittavano del dolore altrui per arricchirsi, sottolineando come ancora oggi si diffondano illusioni pericolose.
Carlo Pietro Soatti ha affrontato il tema della disinformazione sulla radioterapia: “Spesso i pazienti arrivano con convinzioni errate, come la paura di diventare radioattivi dopo le sedute di radioterapia. Il rischio maggiore è che queste fake news generino una forte sfiducia nei medici da parte dei pazienti, ma non dobbiamo giudicarli per questo" ha concluso, trovando il consenso degli altri relatori.
Arnaldo Amato ha riportato un caso emblematico di un paziente guarito che, nonostante le rassicurazioni mediche, continuava a credere di avere un tumore e chiedeva ulteriori esami, fino a richiedere un’autopsia che ovviamente non poteva essere eseguita.
Cristina Riva ha poi parlato del ruolo degli anatomo-patologi, spesso frainteso: “Nell’immaginario collettivo il nostro lavoro è solo quello di eseguire autopsie, ma in realtà questa è una parte residuale della nostra attività. Il nostro compito principale è analizzare cellule, tessuti e organi per identificare eventuali alterazioni. Un tempo i referti erano sintetici, oggi è necessario fornire dettagli sempre più approfonditi per comprendere meglio l’evoluzione delle malattie”.
Il dottor Ardizzoia ha infine letto una lettera di Anna, una sua ex paziente, giornalista lecchese guarita da un tumore, che ha condiviso un messaggio forte e chiaro: “Di fronte alla necessità di sottoporsi alla radioterapia ci si può arrabbiare, e se non la fai, magari non perdi i capelli, ascoltando qualcuno senza competenze. Ma se non ascolti i dottori, perdi la vita”.
La serata si è conclusa con un momento più leggero, grazie all’intervento del comico Enrico Beruschi, tra i fondatori dello storico programma televisivo "Drive In" di Mediaset, che ha proposto un monologo sui tumori e scherzato sulle sue cravatte multicolore. Infine, il Maestro Giuseppe Caccialanza ha emozionato il pubblico dirigendo un coro di medici e infermieri e si è esibito con il suo coro gospel, i Solquair, regalando una chiusura intensa e commovente all’evento.
Andrea Gianviti